Massimo da sistemare

Affetti e emozioni narrativo realistico Massimo da sistemare Loredana Frescura, Marco Tomatis, Massimo da sistemare, Giunti Junior A volte ci sentiamo "sbagliati", ma siamo semplicemente diversi da come gli altri ci vorrebbero. A volte ci sentiamo diversi e in effetti lo siamo perché ogni essere umano è unico! Se avete come amico un tipo di nove anni o anche dieci che non riesce a stare fermo sulla sedia e muove il banco causando rumori frequenti e molesti, che si tuffa nei fumetti mentre gli altri si lambiccano il cervello per risolvere il problema, che sovrappensiero si mette le dita nel naso e poi sempre sovrappensiero pulisce le dita sulla manica della felpa e a volte fischietta mentre la maestra corregge i compiti, allora ecco state molto attenti perché avete vicino a voi un bambino da “sistemare”. L’ho scoperto oggi, quando la mamma, dopo essere andata nel pomeriggio a scuola a parlare con la maestra, è tornata a casa con quella parola. Non l’ha però detta apertamente a me, no. L’ha detta a papà dopo cena. - La maestra mi ha detto che Massimo è intelligente, ma un po’ da sistemare. La cosa lì per lì non ha suscitato in me alcuna reazione. Stavo scartando le buste delle figurine degli animali e speravo di non avere il doppione dell’ornitorinco perché quello non riuscivo a piazzarlo con nessuno: sembrava che tutti avessero l’ornitorinco, compresa Gemma che ne aveva tre. Io e Gemma siamo da sempre amici amici, e lei fa anche qualche sacrificio per me, tipo regalarmi un pezzo della sua merenda, ma mai avrei preteso che prendesse un altro ornitorinco. Però adesso ci sto ripensando. Vado in bagno per lavarmi i denti prima di andare a dormire, quando sento mamma dire a gran voce a papà: - Ancora non hai sistemato la persiana? Ma non avevi detto che oggi, cadesse il mondo, l’avresti aggiustata? “Cadesse il mondo” è una frase tipica di papà, una di quelle cose che ripete sempre e che mi fanno ridere. Ma in questo momento no perché, cadesse il mondo, secondo le maestre e secondo la mamma, io sono da sistemare. Quindi devo avere qualcosa di rotto da qualche parte, come la persiana. Lascio perdere spazzolino e dentifricio e vado nella mia camera. Lì il buio non c’è mai, per via di una piccola lampada inserita vicino alla porta. È a forma di mezzaluna e, se mi sveglio di notte, è sempre lì a ricordarmi che a quattro passi da me ci sono mamma e papà. La mia camera è il posto ideale per avere le idee migliori. Sento che mi vuole bene. E allora mi metto a pensare. Non ho ossa rotte, quello no. Allora, quel qualcosa da sistemare deve essere dentro di me e non fuori. Questo è davvero preoccupante. Se una cosa sta fuori, la puoi vedere, toccare. Magari puoi verificare ogni momento il suo stato. Per esempio, se ti fai un taglietto alla mano o se ti sbucci un ginocchio, ti fa un male cane e viene la crosticina e, anche se sembra non andare più via, alla fine scompare e tu sei quasi dispiaciuto di non avere più una crosticina da grattare. Ma se qualcosa si rompe dentro di te, come si fa? Sento rumore e non riesco a dormire, allora vado in soggiorno dove vedo papà armeggiare con chiodi e cacciavite. Sta sistemando la persiana e forse dopo sistemerà anche me! Sicuro! Chiodi e cacciavite per Massimo… bambino da sistemare! Strategie! In un testo ci sono parole (pronomi, sinonimi…) che richiamano ciò che è stato già detto o anticipano quello che verrà detto dopo. Sono parole importanti per capire un testo: non trascurarle! Comprendo Elementi di coesione Rileggi la parte sottolineata nel testo e rispondi. Il protagonista dice: “l’ho scoperto oggi”. Che cosa ha scoperto? Che il suo compagno di banco si pulisce le dita sulla felpa. Che lui ha un problema fisico da sistemare. Che la mamma è andata dalla maestra. Che la maestra lo considera un bambino da sistemare. Il protagonista dice: “l’ha detta a papà”. Chi ha detto qualcosa al papà? Che cosa gli ha detto? Parliamone insieme La maestra di Massimo ha detto che è un bambino da sistemare. Secondo te, che cosa intendeva la maestra? E tu, pensi di essere tutto perfetto o hai qualcosa da “sistemare”, qualche comportamento da cambiare, qualche abitudine da rivedere?
Affetti e emozioni narrativo realistico Massimo da sistemare Loredana Frescura, Marco Tomatis, Massimo da sistemare, Giunti Junior A volte ci sentiamo "sbagliati", ma siamo semplicemente diversi da come gli altri ci vorrebbero. A volte ci sentiamo diversi e in effetti lo siamo perché ogni essere umano è unico! Se avete come amico un tipo di nove anni o anche dieci che non riesce a stare fermo sulla sedia e muove il banco causando rumori frequenti e molesti, che si tuffa nei fumetti mentre gli altri si lambiccano il cervello per risolvere il problema, che sovrappensiero si mette le dita nel naso e poi sempre sovrappensiero pulisce le dita sulla manica della felpa e a volte fischietta mentre la maestra corregge i compiti, allora ecco state molto attenti perché avete vicino a voi un bambino da “sistemare”. L’ho scoperto oggi, quando la mamma, dopo essere andata nel pomeriggio a scuola a parlare con la maestra, è tornata a casa con quella parola. Non l’ha però detta apertamente a me, no. L’ha detta a papà dopo cena. - La maestra mi ha detto che Massimo è intelligente, ma un po’ da sistemare. La cosa lì per lì non ha suscitato in me alcuna reazione. Stavo scartando le buste delle figurine degli animali e speravo di non avere il doppione dell’ornitorinco perché quello non riuscivo a piazzarlo con nessuno: sembrava che tutti avessero l’ornitorinco, compresa Gemma che ne aveva tre. Io e Gemma siamo da sempre amici amici, e lei fa anche qualche sacrificio per me, tipo regalarmi un pezzo della sua merenda, ma mai avrei preteso che prendesse un altro ornitorinco. Però adesso ci sto ripensando. Vado in bagno per lavarmi i denti prima di andare a dormire, quando sento mamma dire a gran voce a papà: - Ancora non hai sistemato la persiana? Ma non avevi detto che oggi, cadesse il mondo, l’avresti aggiustata? “Cadesse il mondo” è una frase tipica di papà, una di quelle cose che ripete sempre e che mi fanno ridere. Ma in questo momento no perché, cadesse il mondo, secondo le maestre e secondo la mamma, io sono da sistemare. Quindi devo avere qualcosa di rotto da qualche parte, come la persiana. Lascio perdere spazzolino e dentifricio e vado nella mia camera. Lì il buio non c’è mai, per via di una piccola lampada inserita vicino alla porta. È a forma di mezzaluna e, se mi sveglio di notte, è sempre lì a ricordarmi che a quattro passi da me ci sono mamma e papà. La mia camera è il posto ideale per avere le idee migliori. Sento che mi vuole bene. E allora mi metto a pensare. Non ho ossa rotte, quello no. Allora, quel qualcosa da sistemare deve essere dentro di me e non fuori. Questo è davvero preoccupante. Se una cosa sta fuori, la puoi vedere, toccare. Magari puoi verificare ogni momento il suo stato. Per esempio, se ti fai un taglietto alla mano o se ti sbucci un ginocchio, ti fa un male cane e viene la crosticina e, anche se sembra non andare più via, alla fine scompare e tu sei quasi dispiaciuto di non avere più una crosticina da grattare. Ma se qualcosa si rompe dentro di te, come si fa? Sento rumore e non riesco a dormire, allora vado in soggiorno dove vedo papà armeggiare con chiodi e cacciavite. Sta sistemando la persiana e forse dopo sistemerà anche me! Sicuro! Chiodi e cacciavite per Massimo… bambino da sistemare! Strategie! In un testo ci sono parole (pronomi, sinonimi…) che richiamano ciò che è stato già detto o anticipano quello che verrà detto dopo. Sono parole importanti per capire un testo: non trascurarle! Comprendo Elementi di coesione  Rileggi la parte sottolineata nel testo e rispondi.  Il protagonista dice: “l’ho scoperto oggi”. Che cosa ha scoperto?   Che il suo compagno di banco si pulisce le dita sulla felpa.   Che lui ha un problema fisico da sistemare.   Che la mamma è andata dalla maestra.   Che la maestra lo considera un bambino da sistemare.   Il protagonista dice: “l’ha detta a papà”. Chi ha detto qualcosa al papà?    Che cosa gli ha detto?    Parliamone insieme  La maestra di Massimo ha detto che è un bambino da sistemare. Secondo te, che cosa intendeva la maestra? E tu, pensi di essere tutto perfetto o hai qualcosa da “sistemare”, qualche comportamento da cambiare, qualche abitudine da rivedere?