Maciste

A come ambiente narrativo realistico Maciste Guido Quarzo, Maciste in giardino, Rizzoli Era stato mio papà a dare quel nome alla talpa: Maciste. Maciste era un personaggio di una serie di film in costume usciti qualche anno prima. Le sue avventure si svolgevano al tempo degli antichi romani e lui era un tipo grande e grosso che spaccava tutto. Quel nome per la nostra talpa mi sembrò subito assolutamente perfetto. Peccato che la mamma non avesse fatto in tempo a vedere Maciste. La talpa, intendo, non il film. Comunque quella mattina non resistetti a parlarne in classe, e il giorno dopo la maestra tenne una bellissima lezione sulle talpe. Me la ricordo ancora. - La talpa è un animale solitario che trascorre la maggior parte del tempo in un complicato sistema di gallerie sotterranee - spiegò. - È vero che le talpe sono quasi cieche? - domandò Carlo. - Be’, hanno una vista limitata, certo… ma in compenso hanno un ottimo olfatto e un udito finissimo, molto sviluppato. Allora io pensai che sicuramente Maciste era riuscito a non farsi mai vedere dalla mamma a causa dei tacchi: le scarpe che portavamo io e mio padre non facevano molto rumore perché avevano la suola di gomma, ma le scarpe con i tacchetti di mamma si potevano sentire a chilometri di distanza. Ah, e poi anche il profumo… il profumo di mamma si sentiva molto di più del dopobarba di papà, ecco, questo spiegava tutto. Comprendo Ricostruire il significato di una parte del testo Sottolinea nel testo solo le frasi che ti fanno capire che cos’è e com’è una talpa. Che cosa vorresti sapere in più su questo animale? Scrivi le domande sul tuo quaderno, poi cerca in biblioteca o in Internet con l’aiuto dell’insegnante le informazioni per rispondere.
A come ambiente narrativo realistico Maciste Guido Quarzo, Maciste in giardino, Rizzoli Era stato mio papà a dare quel nome alla talpa: Maciste. Maciste era un personaggio di una serie di film in costume usciti qualche anno prima. Le sue avventure si svolgevano al tempo degli antichi romani e lui era un tipo grande e grosso che spaccava tutto. Quel nome per la nostra talpa mi sembrò subito assolutamente perfetto. Peccato che la mamma non avesse fatto in tempo a vedere Maciste. La talpa, intendo, non il film. Comunque quella mattina non resistetti a parlarne in classe, e il giorno dopo la maestra tenne una bellissima lezione sulle talpe. Me la ricordo ancora. - La talpa è un animale solitario che trascorre la maggior parte del tempo in un complicato sistema di gallerie sotterranee - spiegò. - È vero che le talpe sono quasi cieche? - domandò Carlo. - Be’, hanno una vista limitata, certo… ma in compenso hanno un ottimo olfatto e un udito finissimo, molto sviluppato. Allora io pensai che sicuramente Maciste era riuscito a non farsi mai vedere dalla mamma a causa dei tacchi: le scarpe che portavamo io e mio padre non facevano molto rumore perché avevano la suola di gomma, ma le scarpe con i tacchetti di mamma si potevano sentire a chilometri di distanza. Ah, e poi anche il profumo… il profumo di mamma si sentiva molto di più del dopobarba di papà, ecco, questo spiegava tutto. Comprendo Ricostruire il significato di una parte del testo  Sottolinea nel testo solo le frasi che ti fanno capire che cos’è e com’è una talpa.  Che cosa vorresti sapere in più su questo animale? Scrivi le domande sul tuo quaderno, poi cerca in biblioteca o in Internet con l’aiuto dell’insegnante le informazioni per rispondere.