La nuova scuola

Io e gli altri narrativo realistico La nuova scuola Andrew Clements, Uno per due, BUR Jay trovò il suo nome scritto su un foglietto di carta attaccato a un banco con il nastro adesivo. Si tolse lo zaino, si sedette e guardò la sua nuova insegnante che girava per l’aula. Mrs. Lane: era quello il nome scritto alla lavagna in un corsivo impeccabile. Sembrava abbastanza simpatica. Né troppo vecchia, né troppo giovane. Né troppo rigida, né troppo esuberante. E mentre lei parlava con alcuni ragazzi, Jay decise che anche la voce di quella donna gli piaceva. Né troppo acuta, né troppo dolce. Jay si guardò un po’ intorno e si rese conto che l’aula di Mrs. Lane era piena zeppa di libri. C’erano cesti pieni di libri su tutti i davanzali, librerie lungo tutti i muri, e un angolo per la lettura dove i cuscini e i pouf erano circondati da un paio di larghe librerie che dal pavimento arrivavano fino al soffitto. Jay non si sarebbe definito un topo di biblioteca, ma di solito leggeva, a volte anche due o tre libri contemporaneamente. Ragion per cui l’aula gli sembrò bella. Qualcuno gli batté su una spalla, Jay si voltò e il ragazzo alle sue spalle gli sorrise e disse: - Ho letto il tuo nome sul banco. Ti chiami Jay, giusto? Jay ricambiò il sorriso e annuì. - Giusto. - L’altro aveva spalle larghe, capelli biondo chiaro, e gli occhi più blu che Jay avesse mai visto così da vicino. - Io sono Alex. Non c’eri l’anno scorso, vero? - si presentò. Jay scosse la testa. - Ci siamo appena trasferiti in città. Ieri. Dal Colorado. Il ragazzo sorrise, e Jay vide che uno dei suoi incisivi era spezzato a metà. Così seghettato, gli faceva sembrare sbilenca l’intera bocca. Alex si accorse che Jay lo stava fissando e disse: - Me lo sono rotto in una partita di hockey. E mia mamma dice che non c’è ragione di aggiustarlo finché non smetto di giocare a hockey. Peccato che non succederà mai. In squadra mi chiamano Zanna - e arricciò le labbra in modo che restassero scoperti solo i due incisivi. Jay decise che era un soprannome azzeccato. Scrivo Jay fa subito amicizia con Alex. Ti ricordi com’è iniziata l’amicizia fra te e uno dei tuoi compagni? Racconta sul tuo quaderno che cosa è successo, con chi, quando, chi ha fatto il primo passo, che cosa vi siete detti, che cos’hai pensato…
Io e gli altri narrativo realistico La nuova scuola Andrew Clements, Uno per due, BUR Jay trovò il suo nome scritto su un foglietto di carta attaccato a un banco con il nastro adesivo. Si tolse lo zaino, si sedette e guardò la sua nuova insegnante che girava per l’aula. Mrs. Lane: era quello il nome scritto alla lavagna in un corsivo impeccabile. Sembrava abbastanza simpatica. Né troppo vecchia, né troppo giovane. Né troppo rigida, né troppo esuberante. E mentre lei parlava con alcuni ragazzi, Jay decise che anche la voce di quella donna gli piaceva. Né troppo acuta, né troppo dolce. Jay si guardò un po’ intorno e si rese conto che l’aula di Mrs. Lane era piena zeppa di libri. C’erano cesti pieni di libri su tutti i davanzali, librerie lungo tutti i muri, e un angolo per la lettura dove i cuscini e i pouf erano circondati da un paio di larghe librerie che dal pavimento arrivavano fino al soffitto. Jay non si sarebbe definito un topo di biblioteca, ma di solito leggeva, a volte anche due o tre libri contemporaneamente. Ragion per cui l’aula gli sembrò bella. Qualcuno gli batté su una spalla, Jay si voltò e il ragazzo alle sue spalle gli sorrise e disse: - Ho letto il tuo nome sul banco. Ti chiami Jay, giusto? Jay ricambiò il sorriso e annuì. - Giusto. - L’altro aveva spalle larghe, capelli biondo chiaro, e gli occhi più blu che Jay avesse mai visto così da vicino. - Io sono Alex. Non c’eri l’anno scorso, vero? - si presentò. Jay scosse la testa. - Ci siamo appena trasferiti in città. Ieri. Dal Colorado. Il ragazzo sorrise, e Jay vide che uno dei suoi incisivi era spezzato a metà. Così seghettato, gli faceva sembrare sbilenca l’intera bocca. Alex si accorse che Jay lo stava fissando e disse: - Me lo sono rotto in una partita di hockey. E mia mamma dice che non c’è ragione di aggiustarlo finché non smetto di giocare a hockey. Peccato che non succederà mai. In squadra mi chiamano Zanna - e arricciò le labbra in modo che restassero scoperti solo i due incisivi. Jay decise che era un soprannome azzeccato. Scrivo  Jay fa subito amicizia con Alex. Ti ricordi com’è iniziata l’amicizia fra te e uno dei tuoi compagni? Racconta sul tuo quaderno che cosa è successo, con chi, quando, chi ha fatto il primo passo, che cosa vi siete detti, che cos’hai pensato…