La mia famiglia

Io e gli altri narrativo realistico La mia famiglia Carmen Vazquez-Vigo, Il diario di Veronica, Feltrinelli Anche nella stessa famiglia, a volte, le persone hanno punti di vista, caratteri e gusti diversi... Mio fratello Jaime ha undici anni, due più di me, e si dà molte arie da quando gli hanno pubblicato un racconto sul giornalino scolastico. La protagonista era una rana che si trasformava in un principe; io sono rimasta perplessa e anche un po’ seccata, perché quella storia mi sembrava di averla già sentita. Lui è un vero intenditore delle rane di stagno, di quelle che non si trasformano in principe, né in nient’altro. Le tiene in una scatola da scarpe sotto il suo letto. Non lo sa nessuno oltre a me. Lui mi dice che, se svelo il segreto, non sarò più sua sorella per il resto della vita. E dato che mi piacerebbe continuare a fare parte della sua famiglia, anche se lui a volte è davvero insopportabile, non dico niente. Nemmeno che ha dato alle rane i gamberetti che la mamma aveva comperato per fare la paella: e lei poveretta ha passato tutta la domenica a cercarli, inutilmente. Mia sorella Paula è molto più simpatica. Forse perché è più piccola. Adesso sta imparando a camminare e a mettere le dita nelle prese della corrente. Finché sono solo le dita, e non qualcos’altro… Quando aveva la sua età, Jaime ci infilò un cacciavite e fu scaraventato da una parte all’altra del corridoio con i capelli ritti in testa. La mamma impallidisce ancora quando ci ripensa. Mi diverte molto dare il purè a Paulita e vedere come lo sparge sul tappeto e sui mobili quando le lascio il cucchiaio perché mangi da sola. La mamma, invece, non lo trova per niente divertente. Non vuole neanche che si faccia rumore quando mia sorella dorme, perché se si sveglia di colpo tira delle urla che si sentono per tutta la casa. Non mi stupirebbe se diventasse una cantante d’opera. Nemmeno la nonna, che è la mamma di papà e insegnante di pianoforte, può cominciare a suonare prima che Paulita sia sveglia. Scrivo “nonna” perché questo è un diario personale e segreto, ma a lei dà fastidio essere chiamata così. Le piace di più Beli, come la chiamava Jaime quando ha cominciato a parlare. A me Beli sembra un nome ridicolo. Sicuramente lei lo preferisce perché “nonna” la fa sembrare vecchia. Infatti ho scoperto che questa è un’altra delle manie degli adulti: non vogliono diventare vecchi. Per questo la nonna si mette nei capelli uno di quei paciughi che si chiama “biondo champagne madreperlato” e tutte le mattine fa il giro dell’isolato a piedi per non ingrassare. Io invece credo che gli anziani siano proprio necessari al mondo perché sanno molte cose che la maggior parte di noi non sa, dal momento che hanno avuto tanto tempo per imparare… Lessico Con quale aggettivo la bambina definisce il fratello? E la sorella? Con quali di questi aggettivi NON potresti definire una persona? Sottolineali, poi confronta le tue risposte con quelle dei tuoi compagni. allegra • sincera • triangolare • numerosa • furba • potabile • gentile • azzurra • egoista • piovosa Comprendo Informazioni implicite Chi racconta? Jaime, un bambino Una bambina che non dice il suo nome Non si sa Quali sono le parole o le frasi che te l’hanno fatto capire? Sottolineale nel testo. Chi scrive: narra dei fatti che gli o le sono accaduti. parla di persone per lui o per lei importanti. Scopro il testo Chi racconta utilizza: una lettera alla sua migliore amica. un diario. una e-mail alla nonna. un messaggio a Paulita. Sottolinea nel testo la parola o la frase che ti permette di rispondere con certezza.

Io e gli altri

narrativo realistico

La mia famiglia

Carmen Vazquez-Vigo, Il diario di Veronica, Feltrinelli


Anche nella stessa famiglia, a volte, le persone hanno punti di vista, caratteri e gusti diversi...

Mio fratello Jaime ha undici anni, due più di me, e si dà molte arie da quando gli hanno pubblicato un racconto sul giornalino scolastico.

La protagonista era una rana che si trasformava in un principe; io sono rimasta perplessa e anche un po’ seccata, perché quella storia mi sembrava di averla già sentita. Lui è un vero intenditore delle rane di stagno, di quelle che non si trasformano in principe, né in nient’altro. Le tiene in una scatola da scarpe sotto il suo letto.

Non lo sa nessuno oltre a me. Lui mi dice che, se svelo il segreto, non sarò più sua sorella per il resto della vita. E dato che mi piacerebbe continuare a fare parte della sua famiglia, anche se lui a volte è davvero insopportabile, non dico niente. Nemmeno che ha dato alle rane i gamberetti che la mamma aveva comperato per fare la paella: e lei poveretta ha passato tutta la domenica a cercarli, inutilmente. Mia sorella Paula è molto più simpatica. Forse perché è più piccola. Adesso sta imparando a camminare e a mettere le dita nelle prese della corrente. Finché sono solo le dita, e non qualcos’altro…

Quando aveva la sua età, Jaime ci infilò un cacciavite e fu scaraventato da una parte all’altra del corridoio con i capelli ritti in testa. La mamma impallidisce ancora quando ci ripensa. 

Mi diverte molto dare il purè a Paulita e vedere come lo sparge sul tappeto e sui mobili quando le lascio il cucchiaio perché mangi da sola. La mamma, invece, non lo trova per niente divertente. 

Non vuole neanche che si faccia rumore quando mia sorella dorme, perché se si sveglia di colpo tira delle urla che si sentono per tutta la casa. Non mi stupirebbe se diventasse una cantante d’opera. 

Nemmeno la nonna, che è la mamma di papà e insegnante di pianoforte, può cominciare a suonare prima che Paulita sia sveglia. 

Scrivo “nonna” perché questo è un diario personale e segreto, ma a lei dà fastidio essere chiamata così. Le piace di più Beli, come la chiamava Jaime quando ha cominciato a parlare. A me Beli sembra un nome ridicolo. Sicuramente lei lo preferisce perché “nonna” la fa sembrare vecchia. 

Infatti ho scoperto che questa è un’altra delle manie degli adulti: non vogliono diventare vecchi. Per questo la nonna si mette nei capelli uno di quei paciughi che si chiama “biondo champagne madreperlato” e tutte le mattine fa il giro dell’isolato a piedi per non ingrassare. Io invece credo che gli anziani siano proprio necessari al mondo perché sanno molte cose che la maggior parte di noi non sa, dal momento che hanno avuto tanto tempo per imparare…

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Informazioni implicite

  •  Chi racconta?
    •   Jaime, un bambino
    •   Una bambina che non dice il suo nome
    •   Non si sa
    •   Quali sono le parole o le frasi che te l’hanno fatto capire? Sottolineale nel testo.
  •  Chi scrive:
    •   narra dei fatti che gli o le sono accaduti.
    •   parla di persone per lui o per lei importanti.