La bambina di carta

Nel mondo della fantasia narrativo fantastico La bambina di carta Elisabetta Gnone, Olga di carta. Il viaggio straordinario, Salani Editore Un freddo giorno d’inverno, nel nevoso villaggio di Montetabà, nacque una bambina di carta. L’evento eccezionale attirò l’attenzione della gente, ma poiché qualcosa del genere era già avvenuto fra le alte montagne di quella remota regione, ben presto le voci si placarono. Tutti, infatti, ricordavano le storie del bambino di fango e della bambina di vetro, ogni generazione le aveva tramandate a quella che era venuta dopo, insieme con le favole e le leggende che da secoli si raccontavano nel piccolo villaggio di cielo e di neve. E così, gli abitanti di Montetabà smisero di stupirsi e tornarono alle loro abitudini quotidiane. Quando incontravano la bambina di carta con la sua mamma, la salutavano e dicevano le cose che si dicono sempre quando s’incontra un bimbo appena nato; e la accarezzavano con la punta delle dita, facendo molta attenzione. Solo si chiedevano, gli abitanti di Montetabà, se anche quella volta sarebbe andata a finire come le volte precedenti. Si do mandavano cosa sarebbe successo quando la bambina fosse cresciuta, e qualcuno già si dispiaceva per la povera madre. Trascorsero dieci anni e una sera, durante la cena, proprio come avevano fatto prima di lei il bambino di fango e la bambina di vetro, la bambina di carta confidò alla madre il desiderio di andare a trovare la maga Ausolia, perché le donasse un aspetto normale e la facesse diventare di carne e ossa, come tutti gli altri. - Ma tu sei normale! - cercò di convincerla la madre, asciugandosi gli occhi colmi di lacrime. - No, mamma - rispose Olga, - io sono diversa, diversa da tutti! E non voglio esserlo più! Pur comprendendo il desiderio della figlia, la donna non sopportava l’idea di vederla partire: il viaggio per andare a trovare la maga era lungo e pericoloso; entrambi, il bambino di fango e la bambina di vetro, lo avevano intrapreso anni prima, ma solo uno di loro era tornato, e il suo aspetto non era affatto migliorato, anzi! Il bambino di fango faceva paura, tanto che il villaggio lo aveva scacciato. Escluso dalla propria casa e dai propri affetti, il poverino aveva condotto una vita raminga e solitaria, una vita da bestia confinata nei boschi. Finché di lui non s’era saputo più nulla. Quando la bambina cominciò a preparare la borsa, la mamma abbassò le braccia e tirò un lungo sospiro. Lessico Rileggi la frase in cui l’espressione è inserita e rispondi. Che cosa significa vita raminga? Una vita da vagabondo, senza un luogo dove stare. Una vita con tanti figli, come i rami di un albero. Una vita da ricco, solitario ed egoista. Che cosa vuol dire “essere confinato in un bosco”? Che non può entrare nei confini del bosco. Che non può uscire dal bosco, deve rimanere lì. Che il bosco è sconfinato e uno si perde. Comprendo Informazioni esplicite e implicite Leggi le domande, sottolinea nel testo le frasi che ti permettono di rispondere, poi rispondi. Come si chiama la bambina di carta? Dove abita? Quanti anni ha quando parte? Quali altri bambini “strani” sono nati in precedenza nel villaggio? Osserva la frase sottolineata: quale sentimento esprime? Disapprovazione Rabbia Delusione Rassegnazione Scrivo Che cosa sarà successo al bambino di fango? Come sarà stato al suo ritorno, visto che faceva paura a tutti? Inventa la sua storia e scrivila sul quaderno.
Nel mondo della fantasia narrativo fantastico La bambina di carta Elisabetta Gnone, Olga di carta. Il viaggio straordinario, Salani Editore Un freddo giorno d’inverno, nel nevoso villaggio di Montetabà, nacque una bambina di carta.  L’evento eccezionale attirò l’attenzione della gente, ma poiché qualcosa del genere era già avvenuto fra le alte montagne di quella remota regione, ben presto le voci si placarono. Tutti, infatti, ricordavano le storie del bambino di fango e della bambina di vetro, ogni generazione le aveva tramandate a quella che era venuta dopo, insieme con le favole e le leggende che da secoli si raccontavano nel piccolo villaggio di cielo e di neve. E così, gli abitanti di Montetabà smisero di stupirsi e tornarono alle loro abitudini quotidiane. Quando incontravano la bambina di carta con la sua mamma, la salutavano e dicevano le cose che si dicono sempre quando s’incontra un bimbo appena nato; e la accarezzavano con la punta delle dita, facendo molta attenzione. Solo si chiedevano, gli abitanti di Montetabà, se anche quella volta sarebbe andata a finire come le volte precedenti. Si do mandavano cosa sarebbe successo quando la bambina fosse cresciuta, e qualcuno già si dispiaceva per la povera madre. Trascorsero dieci anni e una sera, durante la cena, proprio come avevano fatto prima di lei il bambino di fango e la bambina di vetro, la bambina di carta confidò alla madre il desiderio di andare a trovare la maga Ausolia, perché le donasse un aspetto normale e la facesse diventare di carne e ossa, come tutti gli altri. - Ma tu sei normale! - cercò di convincerla la madre, asciugandosi gli occhi colmi di lacrime. - No, mamma - rispose Olga, - io sono diversa, diversa da tutti! E non voglio esserlo più! Pur comprendendo il desiderio della figlia, la donna non sopportava l’idea di vederla partire: il viaggio per andare a trovare la maga era lungo e pericoloso; entrambi, il bambino di fango e la bambina di vetro, lo avevano intrapreso anni prima, ma solo uno di loro era tornato, e il suo aspetto non era affatto migliorato, anzi! Il bambino di fango faceva paura, tanto che il villaggio lo aveva scacciato. Escluso dalla propria casa e dai propri affetti, il poverino aveva condotto una vita raminga e solitaria, una vita da bestia confinata nei boschi. Finché di lui non s’era saputo più nulla. Quando la bambina cominciò a preparare la borsa, la mamma abbassò le braccia e tirò un lungo sospiro. Lessico  Rileggi la frase in cui l’espressione è inserita e rispondi.   Che cosa significa vita raminga?   Una vita da vagabondo, senza un luogo dove stare.   Una vita con tanti figli, come i rami di un albero.   Una vita da ricco, solitario ed egoista.   Che cosa vuol dire “essere confinato in un bosco”?   Che non può entrare nei confini del bosco.   Che non può uscire dal bosco, deve rimanere lì.   Che il bosco è sconfinato e uno si perde. Comprendo Informazioni esplicite e implicite  Leggi le domande, sottolinea nel testo le frasi che ti permettono di rispondere, poi rispondi.  Come si chiama la bambina di carta?      Dove abita?      Quanti anni ha quando parte?      Quali altri bambini “strani” sono nati in precedenza nel villaggio?     Osserva la frase sottolineata: quale sentimento esprime?   Disapprovazione   Rabbia   Delusione   Rassegnazione Scrivo  Che cosa sarà successo al bambino di fango? Come sarà stato al suo ritorno, visto che faceva paura a tutti? Inventa la sua storia e scrivila sul quaderno.