Le mani insanguinate

Nel mondo della fantasia racconto del mistero Le mani insanguinate Marc Villard, Le mani insanguinate, Sonda Era la prima volta che i signori Miller lasciavano soli i loro ragazzi. Giorgio aveva ormai diciotto anni e poteva prendersi cura di Sofia e del fratellino Ricky. Quella sera, visto che non riusciva ad addormentarsi, Ricky si appoggiò alla finestra della sua camera. Ad un tratto la porta del fienile cigolò. La luna era alta e la sua luce avvolse la figura che usciva dall’edificio: era Giorgio. Nonostante il calore soffocante, il ragazzo rabbrividì: le dita di Giorgio erano rosse, un rosso scuro che assomigliava molto a del sangue. Ricky rimase alla finestra pietrificato e gli ritornò in mente una breve frase detta da Giorgio a Bruno Segura: - Se tocchi ancora una volta con un dito Sofia, io ti ammazzo. L’indomani mattina Ricky decise di vederci chiaro e si diresse verso la porta del fienile. Era spaventato all’idea di quello che avrebbe potuto trovare ma spinse la maniglia. La porta era chiusa a chiave. Per tutto il giorno fu imbronciato e silenzioso. A mezzanotte, lo risvegliò un tetro cigolio: qualcuno stava di nuovo aprendo la porta del fienile. Raggiunse la finestra e socchiuse le persiane. Rimase atterrito: Giorgio e Sofia, curvi all’estremità di un grande sacco nero di plastica, trascinavano il pesante fardello verso la cucina. E l’orribile verità gli diede le vertigini: Bruno Segura si trovava nel sacco di plastica, ed era Giorgio che l’aveva ammazzato. Decise di chiudersi a chiave nella sua stanza. Verso le nove del mattino Sofia lo chiamò: – C’è una sorpresa per te, scendi! Sai che giorno è oggi? – Boh, non lo so ... ah sì: è il mio compleanno. – Allora, dietro alla porta, Giorgio e Sofia intonarono il celebre Tanti auguri a te. Timidamente il bambino aprì la porta e, con lo sguardo cupo, seguì suo fratello e sua sorella giù dalle scale. Sulla tavola della stanza da pranzo troneggiava una bella torta con nove candeline e, appoggiato a una sedia, se ne stava il grande sacco di plastica. – E allora – propose Giorgio, – non apri il sacco? Ma il bambino faceva segno di no con la testa, muto e pietrificato. – Allora l’apro io per te – propose Giorgio. E con un colpo di temperino strappò l’involucro, che si afflosciò per terra. Una bici d’occasione, completamente rimessa a nuovo, risplendeva meravigliosamente davanti agli occhi sbalorditi di Ricky. – È stato Giorgio – precisò Sofia, – che l’ha interamente ridipinta di rosso. La nascondeva nel fienile. Ricky si sarebbe messo a piangere. Non tanto per il regalo, ma perché sapeva che suo fratello e sua sorella erano sempre gli stessi: degli amici formidabili, i migliori che avrebbe mai avuto. Scopro il testo Individua le parole o le frasi che fanno di questo brano un racconto di mistero e sottolineale in blu. L’attività è avviata. Segna nel testo con una X il punto in cui la vicenda inizia a risolversi e il protagonista scopre la verità. Nel testo ci sono vari aggettivi che via via definiscono lo stato d’animo di Ricky di fronte al misterioso comportamento di Giorgio e Sofia. Trova gli aggettivi e cerchiali in rosso.Segui l’esempio. Comprendo Informazioni implicite Rispondi alle domande. Quale personaggio è citato nel brano ma non agisce nel racconto? Ricky Giorgio Bruno Sofia Chi pensa di avere scoperto un delitto e si comporta come un investigatore? Di chi sospetta? Quali indizi insospettiscono Ricky? Perché Ricky non vuole aprire il suo regalo? Dividi il racconto in sequenze, poi disegnale su un foglio come se si trattasse di un fumetto.
Nel mondo della fantasia racconto del mistero Le mani insanguinate Marc Villard, Le mani insanguinate, Sonda Era la prima volta che i signori Miller lasciavano soli i loro ragazzi. Giorgio aveva ormai diciotto anni e poteva prendersi cura di Sofia e del fratellino Ricky. Quella sera, visto che non riusciva ad addormentarsi, Ricky si appoggiò alla finestra della sua camera. Ad un tratto la porta del fienile cigolò. La luna era alta e la sua luce avvolse la figura che usciva dall’edificio: era Giorgio. Nonostante il calore soffocante, il ragazzo rabbrividì: le dita di Giorgio erano rosse, un rosso scuro che assomigliava molto a del sangue. Ricky rimase alla finestra pietrificato e gli ritornò in mente una breve frase detta da Giorgio a Bruno Segura: - Se tocchi ancora una volta con un dito Sofia, io ti ammazzo. L’indomani mattina Ricky decise di vederci chiaro e si diresse verso la porta del fienile. Era spaventato all’idea di quello che avrebbe potuto trovare ma spinse la maniglia. La porta era chiusa a chiave. Per tutto il giorno fu imbronciato e silenzioso. A mezzanotte, lo risvegliò un tetro cigolio: qualcuno stava di nuovo aprendo la porta del fienile. Raggiunse la finestra e socchiuse le persiane. Rimase atterrito: Giorgio e Sofia, curvi all’estremità di un grande sacco nero di plastica, trascinavano il pesante fardello verso la cucina. E l’orribile verità gli diede le vertigini: Bruno Segura si trovava nel sacco di plastica, ed era Giorgio che l’aveva ammazzato. Decise di chiudersi a chiave nella sua stanza. Verso le nove del mattino Sofia lo chiamò: – C’è una sorpresa per te, scendi! Sai che giorno è oggi? – Boh, non lo so ... ah sì: è il mio compleanno. – Allora, dietro alla porta, Giorgio e Sofia intonarono il celebre Tanti auguri a te. Timidamente il bambino aprì la porta e, con lo sguardo cupo, seguì suo fratello e sua sorella giù dalle scale. Sulla tavola della stanza da pranzo troneggiava una bella torta con nove candeline e, appoggiato a una sedia, se ne stava il grande sacco di plastica. – E allora – propose Giorgio, – non apri il sacco? Ma il bambino faceva segno di no con la testa, muto e pietrificato. – Allora l’apro io per te – propose Giorgio. E con un colpo di temperino strappò l’involucro, che si afflosciò per terra. Una bici d’occasione, completamente rimessa a nuovo, risplendeva meravigliosamente davanti agli occhi sbalorditi di Ricky. – È stato Giorgio – precisò Sofia, – che l’ha interamente ridipinta di rosso. La nascondeva nel fienile. Ricky si sarebbe messo a piangere. Non tanto per il regalo, ma perché sapeva che suo fratello e sua sorella erano sempre gli stessi: degli amici formidabili, i migliori che avrebbe mai avuto. Scopro il testo  Individua le parole o le frasi che fanno di questo brano un racconto di mistero e sottolineale in blu. L’attività è avviata.  Segna nel testo con una X il punto in cui la vicenda inizia a risolversi e il protagonista scopre la verità.  Nel testo ci sono vari aggettivi che via via definiscono lo stato d’animo di Ricky di fronte al misterioso comportamento di Giorgio e Sofia. Trova gli aggettivi e cerchiali in rosso.Segui l’esempio. Comprendo Informazioni implicite  Rispondi alle domande.  Quale personaggio è citato nel brano ma non agisce nel racconto?   Ricky   Giorgio   Bruno   Sofia  Chi pensa di avere scoperto un delitto e si comporta come un investigatore?    Di chi sospetta?     Quali indizi insospettiscono Ricky?    Perché Ricky non vuole aprire il suo regalo?    Dividi il racconto in sequenze, poi disegnale su un foglio come se si trattasse di un fumetto.