Facciamo il punto - Comprensione

A come ambiente Facciamo il punto sulla comprensione Chicchi preziosi Maria Chiara Bettazzi, La vita delle piante, Dami 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 168 Subito dopo il grano, tra i cereali più diffusi nel mondo, si trova, a brevissima distanza, il riso. Questa pianta, coltivata in Cina e in Indonesia già nel III millennio a.C., fu introdotta dagli Arabi in Spagna e in Sicilia nell VIII secolo, mentre in Italia la sua coltivazione ebbe inizio nel milanese intorno al 1520; da allora divenne comune in Lombardia e in altre regioni del Nord e del Centro e il riso passò, da vegetale raro e costoso, ad alimento conveniente. Il riso ha fusto eretto, alto, a seconda delle razze, da una cinquantina di centimetri ad un metro e mezzo; per crescere ha bisogno di molta umidità e può essere coltivato solo in particolari regioni e in terreni che vengono allagati in determinati periodi; inoltre ha bisogno di temperature oltre i 18 °C. Una volta, il faticoso e laborioso trapianto delle pianticelle, immerse parzialmente nell acqua, veniva compiuto a mano, mentre oggi esistono macchine che lo rendono più leggero e rapido. Tra le popolazioni orientali e quelle occidentali il modo di usare i chicchi del riso è diverso. In Asia, vengono privati soltanto delle glume, ossia le foglioline che li racchiudono e, in tal modo, mantengono anche le proteine presenti in ogni parte dei chicchi. In Occidente, invece, la parte del riso che viene usata consiste solo nel piccolo chicco di amido, privato di tutte le sue protezioni. In questo modo, il riso, durante la cottura, non perde mai la sua forma. La pianta del riso non viene usata solo per scopi alimentari: il suo amido è la base di molti prodotti chimici (tra i quali le ciprie usate dalle signore) e con la sua paglia si produce una raffinatissima e sottilissima carta. La carta di riso, appunto!

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