Le parole sono troppo ambigue

Passato e presente articolo E-mail, ecco il regno degli equivoci Le parole sono troppo ambigue Moltissime e-mail vengono fraintese. Le parole da sole non bastano, se non sono accompagnate da gesti, espressioni del viso o particolari toni di voce. E non c’è emoticon che tenga. Adatt. da “City” L’allarme è di una docente dell’unità di Syracuse, New York, che ha deciso di puntare il dito sulle e-mail: tutti pensiamo che siano molto chiare mentre, in realtà, sono una selva di possibili incomprensioni. Una delle cause principali di queste incomprensioni è che la gente dimentica che le emozioni non possono essere comunicate via e-mail. Se le espressioni facciali possono essere semplici da interpretare, le parole non offrono gli stessi segnali immediati. «Punti esclamativi, asterischi, lettere maiuscole o emoticon (simboli grafici come facce sorridenti o personaggi stilizzati che possono essere ricreati con la tastiera) - spiega la docente - possono risultare anche ambigui nella comunicazione via e-mail». Un rischio da non correre, soprattutto se si sta scrivendo una e-mail di lavoro. Una soluzione “anti-fraintendimento”: scrivere le e-mail «in modo chiaro e ripetere più volte i concetti. Forse si rischia di sembrare un po’ ossessivi ma almeno il significato del messaggio arriva». Strategie! Quando parli di un argomento relativo a una certa disciplina, è importante usare il lessico specifico di quella disciplina, come in questo caso computer, e-mail, posta elettronica, emoticon… Parliamone insieme Ti capita di scrivere delle e-mail? Usi le emoticon? Condividi quello che dice l’autrice riguardo al rischio di non essere abbastanza chiari? Parlane con i tuoi compagni. Scopro il testo Sottolinea l’occhiello e il titolo dell’articolo. Che cosa ti permettono di capire? Nel sommario si parla dello stesso argomento, ma Potresti dire che questo articolo è una cronaca? Sì No

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E-mail, ecco il regno degli equivoci

Le parole sono troppo ambigue

Moltissime e-mail vengono fraintese. Le parole da sole non bastano, se non sono accompagnate da gesti, espressioni del viso o particolari toni di voce. E non c’è emoticon che tenga.

Adatt. da “City”

 

L’allarme è di una docente dell’unità di Syracuse, New York, che ha deciso di puntare il dito sulle e-mail: tutti pensiamo che siano molto chiare mentre, in realtà, sono una selva di possibili incomprensioni.

Una delle cause principali di queste incomprensioni è che la gente dimentica che le emozioni non possono essere comunicate via e-mail. Se le espressioni facciali possono essere semplici da interpretare, le parole non offrono gli stessi segnali immediati. «Punti esclamativi, asterischi, lettere maiuscole o emoticon (simboli grafici come facce sorridenti o personaggi stilizzati che possono essere ricreati con la tastiera) - spiega la docente - possono risultare anche ambigui nella comunicazione via e-mail».

Un rischio da non correre, soprattutto se si sta scrivendo una e-mail di lavoro.

Una soluzione “anti-fraintendimento”: scrivere le e-mail «in modo chiaro e ripetere più volte i concetti. Forse si rischia di sembrare un po’ ossessivi ma almeno il significato del messaggio arriva».