Calcio o tennis?

Mi piace, non mi piace argomentativo Calcio o tennis? Angela Nanetti, Le memorie di Adalberto, Giunti Junior Oggi a casa è scoppiata la tempesta. Tutto è cominciato perché Gigi a scuola mi ha chiesto: - Vuoi fare parte della mia squadra di calcio? Ci alleniamo tutti i giorni nel nostro Campetto; tu potresti fare il terzino. Io sono stato felice della proposta. Avrei voluto baciarlo per la gioia. Sono tornato a casa di corsa e non vedevo l’ora di dirlo alla mamma, ma lei era già “scura” e mi ha risposto soltanto: - Vedremo. Chissà se mi aveva ascoltato! A tavola, anche se avevo sentito una certa elettricità tra i miei genitori, ho voluto riferire la notizia per renderli felici come me. - Ah sì? - fa papà distrattamente. - Bene, vedremo che cosa combinerai. Io ero un bravo centrattacco, sai? - Ma che cosa gli metti in testa! Non sai che deve ricominciare con il tennis? - Io non voglio andare al tennis, mi annoio. Qui gioco con tanti, è un’altra cosa. - Adalberto ha ragione - mi appoggia papà - il calcio è uno sport di gruppo. - Il tuo calcio! Perché diventi come te e se ne stia ore intere a vedere i campionati? No, al tennis, così almeno so con chi va e non si mischia con chiunque. La mamma ha continuato a mangiare e a brontolare, poi si è accorta finalmente di me e mi ha rivolto la parola: - Tu che cosa preferisci, il tennis o il calcio? Ma chissà se aveva ascoltato quello che avevo spiegato prima. Allora le ho ripetuto pazientemente: - A me piace di più giocare a pallone, non voglio giocare a tennis perché non mi diverte. Avevo appena finito che la mamma è scoppiata a piangere come una bambina. Che pasticcio! Allora mi sono arreso: - Va bene, mamma, vado al tennis, ma non piangere per favore. Lei si è soffiata il naso e mi ha sorriso con gli occhi bagnati: - Ma no, Adalberto, hai ragione tu. Gioca pure a calcio coi tuoi amici. Chi ci capisce qualcosa di questi grandi! Comprendo Informazioni esplicite e implicite Qual è l’argomento di cui discutono Adalberto e i suoi genitori? Lo sport che giova di più alla salute I vantaggi e gli svantaggi degli sport di squadra Lo sport da scegliere per Adalberto Perché Adalberto vuole giocare a calcio? Perché è uno sport di squadra. Perché è lo sport preferito dal suo papà. Perché gli piace correre. Sottolinea nel testo la frase in cui Adalberto esprime le sue ragioni.

Mi piace, non mi piace

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Calcio o tennis?

Angela Nanetti, Le memorie di Adalberto, Giunti Junior


Oggi a casa è scoppiata la tempesta. Tutto è cominciato perché Gigi a scuola mi ha chiesto: - Vuoi fare parte della mia squadra di calcio? Ci alleniamo tutti i giorni nel nostro Campetto; tu potresti fare il terzino.

Io sono stato felice della proposta. Avrei voluto baciarlo per la gioia.

Sono tornato a casa di corsa e non vedevo l’ora di dirlo alla mamma, ma lei era già “scura” e mi ha risposto soltanto: - Vedremo.

Chissà se mi aveva ascoltato! A tavola, anche se avevo sentito una certa elettricità tra i miei genitori, ho voluto riferire la notizia per renderli felici come me.

- Ah sì? - fa papà distrattamente. - Bene, vedremo che cosa combinerai. Io ero un bravo centrattacco, sai?

- Ma che cosa gli metti in testa! Non sai che deve ricominciare con il tennis?

- Io non voglio andare al tennis, mi annoio. Qui gioco con tanti, è un’altra cosa.

- Adalberto ha ragione - mi appoggia papà - il calcio è uno sport di gruppo.

- Il tuo calcio! Perché diventi come te e se ne stia ore intere a vedere i campionati? No, al tennis, così almeno so con chi va e non si mischia con chiunque.

La mamma ha continuato a mangiare e a brontolare, poi si è accorta finalmente di me e mi ha rivolto la parola:

- Tu che cosa preferisci, il tennis o il calcio?

Ma chissà se aveva ascoltato quello che avevo spiegato prima.

Allora le ho ripetuto pazientemente:

- A me piace di più giocare a pallone, non voglio giocare a tennis perché non mi diverte.

Avevo appena finito che la mamma è scoppiata a piangere come una bambina. Che pasticcio! Allora mi sono arreso:

- Va bene, mamma, vado al tennis, ma non piangere per favore.

Lei si è soffiata il naso e mi ha sorriso con gli occhi bagnati: - Ma no, Adalberto, hai ragione tu. Gioca pure a calcio coi tuoi amici.

Chi ci capisce qualcosa di questi grandi!