Mi piace la cioccolata

Mi piace, non mi piace argomentativo Mi piace la cioccolata Goran Ternich, “Baribal” Una volta fui invitato a pranzo da Roald Dahl, l’autore de “La fabbrica di cioccolato”, “Le streghe” e del “GGG”, nella sua enorme casa nella campagna inglese. Il menu comprendeva una bistecca molto sottile che copriva quasi tutto il piatto, un’insalata con i semi di girasole. A fine pasto, mentre la domestica serviva del buon caffè nero, Dahl si è alzato da tavola e si è diretto in cucina. Ne è riemerso con una grande scatola di plastica trasparente. Dentro c’era ogni genere di cioccolata e di snack al cioccolato che fosse possibile trovare in Gran Bretagna. Mi invitò a fare come lui, ad assaggiare pezzettini dell’uno o dell’altro, mentre bevevamo il caffè. Non dimenticherò mai quella degustazione, perché mi insegnò, come mi spiegò Dahl, che dietro quei sapori esisteva una lontana tradizione artigianale o un’invenzione recente, e che ognuno di essi era destinato a stimolare, insieme al mio palato, il mio cervello.Molti accusano snack, merendine e dolci confezionati di fare male. Vero, ma non del tutto. Il problema non è se fanno male o no. È la quantità in cui li consumiamo a renderli nocivi. Certo, la cioccolata non è così salutare come un piatto di insalata, ma a volte si mangia qualcosa solo perché ci piace quel sapore, e qual sapore ci mette un po’ di allegria. E il benessere fisico spesso è il risultato della nostra felicità. Quindi mi sentirei di dire che il consumo smodato fa male, mentre l’assaggio premia la nostra sensibilità. Scopro il testo In questo testo è inserita una breve argomentazione di Dahl sul cioccolato. Evidenziala con una barra colorata accanto al testo. Con quale idea non è completamente d’accordo l’autore del brano? Invece, qual è la conclusione del suo ragionamento? Riportala qui sotto. Parliamone insieme Sei d’accordo con ciò che pensa l’autore a proposito delle merendine e degli snack? Tu mangi molte merendine? Parlane in classe con l’insegnante e i tuoi compagni.
Mi piace, non mi piace argomentativo Mi piace la cioccolata Goran Ternich, “Baribal” Una volta fui invitato a pranzo da Roald Dahl, l’autore de “La fabbrica di cioccolato”, “Le streghe” e del “GGG”, nella sua enorme casa nella campagna inglese. Il menu comprendeva una bistecca molto sottile che copriva quasi tutto il piatto, un’insalata con i semi di girasole. A fine pasto, mentre la domestica serviva del buon caffè nero, Dahl si è alzato da tavola e si è diretto in cucina. Ne è riemerso con una grande scatola di plastica trasparente. Dentro c’era ogni genere di cioccolata e di snack al cioccolato che fosse possibile trovare in Gran Bretagna. Mi invitò a fare come lui, ad assaggiare pezzettini dell’uno o dell’altro, mentre bevevamo il caffè. Non dimenticherò mai quella degustazione, perché mi insegnò, come mi spiegò Dahl, che dietro quei sapori esisteva una lontana tradizione artigianale o un’invenzione recente, e che ognuno di essi era destinato a stimolare, insieme al mio palato, il mio cervello.Molti accusano snack, merendine e dolci confezionati di fare male. Vero, ma non del tutto. Il problema non è se fanno male o no. È la quantità in cui li consumiamo a renderli nocivi. Certo, la cioccolata non è così salutare come un piatto di insalata, ma a volte si mangia qualcosa solo perché ci piace quel sapore, e qual sapore ci mette un po’ di allegria. E il benessere fisico spesso è il risultato della nostra felicità. Quindi mi sentirei di dire che il consumo smodato fa male, mentre l’assaggio premia la nostra sensibilità. Scopro il testo  In questo testo è inserita una breve argomentazione di Dahl sul cioccolato. Evidenziala con una barra colorata accanto al testo.  Con quale idea non è completamente d’accordo l’autore del brano?     Invece, qual è la conclusione del suo ragionamento? Riportala qui sotto.    Parliamone insieme  Sei d’accordo con ciò che pensa l’autore a proposito delle merendine e degli snack? Tu mangi molte merendine? Parlane in classe con l’insegnante e i tuoi compagni.