In attesa del primo giorno di scuola

Verso la secondaria narrativo realistico In attesa del primo giorno di scuola Susie Morgenstern, Prima media, Einaudi ragazzi Margot è una ragazzina in attesa di iniziare la scuola media e non vede l’ora che arrivi finalmente quel giorno, ma nello stesso tempo lo teme. Meno male che la mamma sa sempre come rassicurarla. Primo giorno di scuola delle prime: martedì 7 settembre alle 13 e 50. Margot viveva ormai nell’attesa di questo fatidico martedì, ore 13.50. Non le restava che decidere che cosa avrebbe indossato il primo giorno di scuola. Le sarebbe piaciuto mettere l’abito più bello per solennizzare l’evento. Lo provò e si rimirò nel grande specchio della camera di sua sorella che, forte della sua grande esperienza in fatto di prima media, la fissò incredula. - Scusa, non vorrai per caso travestirti da modella in erba, testa di rapa! - Cosa mi metto, allora? - Un jeans e basta! - rispose Anne con un tono che non ammetteva repliche. - Allora metterò la gonna di jeans con la salopette. - Niente gonna! Nessuno mette la gonna in prima media. Mettiti un vero jeans punto e basta! Margot pensò che doveva essere proprio così. Non le venne in mente che lei poteva passeggiare in gonna mentre tutte le altre erano in pantaloni. Non voleva farsi notare, soprattutto il primo giorno. La vigilia del grande giorno andò a letto alle otto, sebbene l’orario di inizio delle prime fosse fissato alle 13.50, perché voleva essere in forma. Sua madre venne ad abbracciarla. - Mamma, ho paura della prima media. - Paura di cosa esattamente? - Di tutto. - Tutto! Cosa vuol dire? - insistette sua madre. - Non lo so. - Allora è paura di ciò che non conosci. Non ti preoccupare, tra qualche giorno sarai già una veterana della prima media e saprai tutto. - Ma se non avrò amici nella mia classe? - Te ne farai altri, gli amici non ti sono mai mancati! - E se i prof sono antipatici? - Sopravviverai! - dichiarò sua madre ormai impaziente. - E se non capisco niente? - Capirai! - la rassicurò la signora Melo uscendo. “È facile da dire”, pensò Margot. Si girò e rigirò nel letto. Contò le pecore. Contò gli elefanti. Poi accese la lampada del tavolino da notte e si mise a leggere il Diario d’una sorella minore. “E se non riesco a trovare la toilette?” si chiese con preoccupazione. Andò velocemente al gabinetto come se si trattasse della sua ultima pipì. Verificò lo zaino per essere certa di avere il necessario per scrivere. Infine, malgrado l’imminente rivoluzione che stava per travolgere la sua vita, si addormentò dopo aver contato sino a 1776. Sua sorella andava in terza ma Margot sapeva di essere lei, quel giorno, la vera star della famiglia. Anne non ne teneva conto e non la finiva di provocarla con i suoi consigli. Il litigio più violento scoppiò proprio prima della grande partenza. Margot si apprestava a sistemarsi le cinghie dello zaino sulle spalle. - Non mi dirai che porti lo zaino in prima media! - tuonò Anne. - Come faccio a portare le mie cose altrimenti? - implorò Margot. - Metti una matita e un quaderno in una borsa e basta! Nessuno porta lo zaino il primo giorno della prima media. Margot rimase sulle sue posizioni: - Io invece porto lo zaino. La signora Melo si immischiò: - Anche tu in prima portavi lo zaino. - Sì, - replicò la figlia maggiore, - perché mi ci hai costretta e io mi sono vergognata di essere l’unica stupida con lo zaino stile pappa molle. - Ma era uno zaino nuovo che avevi scelto tu stessa, e tutti ne avevano uno sulle spalle - le ricordò la signora Melo. - Sì, d’accordo, ma non ne avevamo bisogno il primo giorno. - Dove metterò i miei libri allora? - Non si portano libri il primo giorno. - Lasciala fare ciò che vuole - intervenne la madre. - Vuoi che tutti la prendano in giro? - Non ti preoccupare! - tornò a rassicurarla sua madre. “Non ti preoccupare!” pensò Margot, “è il tuo ritornello preferito”. PROPOSTE DI LAVORO Comprendo 1. Di che cosa parla il brano? 2. Chi è il protagonista? 3. Qual è lo stato d’animo di Margot alla vigilia del passaggio alla nuova scuola? Segna tutte le risposte corrette. Paura Curiosità Gioia Impazienza Tristezza Indifferenza 4. Quali sono i pensieri di Margot nei confronti della nuova scuola? Sottolineali nel testo. 5. Nel testo la mamma di Margot viene indicata in tre modi diversi. Quali? mamma, 6. “Non ti preoccupare!” pensò Margot, è il tuo ritornello preferito. Il ritornello di chi? Lessico 7. Star è una parola presa in prestito dalla lingua inglese. Con quali parole italiane potresti sostituirla? Aiutati con il dizionario. Scrivo 8. E tu quali sensazioni provi pensando alla nuova scuola? Quali sono le tue preoccupazioni, le tue attese, le tue speranze? Scrivi un testo sul quaderno. Scopro il testo 9. Il racconto che hai letto è: fantastico. realistico. 10. Nel testo c’è la descrizione del momento in cui Margot è a letto la sera prima del primo giorno di scuola. Rintraccia la descrizione nel testo e sottolinea i verbi di questa descrizione. Secondo te, si tratta di una descrizione in cui prevalgono: i dati dinamici. i dati statici. Rifletto sulla lingua 11. Nelle prime nove righe del testo ci sono due verbi coniugati al modo condizionale. Quali sono? Trovali e sottolineali in rosso.

Verso la secondaria

narrativo realistico

In attesa del primo giorno di scuola

Susie Morgenstern, Prima media, Einaudi ragazzi


Margot è una ragazzina in attesa di iniziare la scuola media e non vede l’ora che arrivi finalmente quel giorno, ma nello stesso tempo lo teme. Meno male che la mamma sa sempre come rassicurarla.

Primo giorno di scuola delle prime: martedì 7 settembre alle 13 e 50.

Margot viveva ormai nell’attesa di questo fatidico martedì, ore 13.50.

Non le restava che decidere che cosa avrebbe indossato il primo giorno di scuola. Le sarebbe piaciuto mettere l’abito più bello per solennizzare l’evento. Lo provò e si rimirò nel grande specchio della camera di sua sorella che, forte della sua grande esperienza in fatto di prima media, la fissò incredula.

- Scusa, non vorrai per caso travestirti da modella in erba, testa di rapa!

- Cosa mi metto, allora?

- Un jeans e basta! - rispose Anne con un tono che non ammetteva repliche.

- Allora metterò la gonna di jeans con la salopette.

- Niente gonna! Nessuno mette la gonna in prima media. Mettiti un vero jeans punto e basta! Margot pensò che doveva essere proprio così. Non le venne in mente che lei poteva passeggiare in gonna mentre tutte le altre erano in pantaloni. Non voleva farsi notare, soprattutto il primo giorno.

La vigilia del grande giorno andò a letto alle otto, sebbene l’orario di inizio delle prime fosse fissato alle 13.50, perché voleva essere in forma. Sua madre venne ad abbracciarla.

- Mamma, ho paura della prima media.

- Paura di cosa esattamente?

- Di tutto.

- Tutto! Cosa vuol dire? - insistette sua madre.

- Non lo so.

- Allora è paura di ciò che non conosci. Non ti preoccupare, tra qualche giorno sarai già una veterana della prima media e saprai tutto.

- Ma se non avrò amici nella mia classe?

- Te ne farai altri, gli amici non ti sono mai mancati!

- E se i prof sono antipatici?

- Sopravviverai! - dichiarò sua madre ormai impaziente.

- E se non capisco niente?

- Capirai! - la rassicurò la signora Melo uscendo.

“È facile da dire”, pensò Margot. Si girò e rigirò nel letto. Contò le pecore. Contò gli elefanti. Poi accese la lampada del tavolino da notte e si mise a leggere il Diario d’una sorella minore. “E se non riesco a trovare la toilette?” si chiese con preoccupazione. Andò velocemente al gabinetto come se si trattasse della sua ultima pipì. Verificò lo zaino per essere certa di avere il necessario per scrivere. Infine, malgrado l’imminente rivoluzione che stava per travolgere la sua vita, si addormentò dopo aver contato sino a 1776.

Sua sorella andava in terza ma Margot sapeva di essere lei, quel giorno, la vera star della famiglia. Anne non ne teneva conto e non la finiva di provocarla con i suoi consigli.

Il litigio più violento scoppiò proprio prima della grande partenza. Margot si apprestava a sistemarsi le cinghie dello zaino sulle spalle.

- Non mi dirai che porti lo zaino in prima media! - tuonò Anne.

- Come faccio a portare le mie cose altrimenti? - implorò Margot.

- Metti una matita e un quaderno in una borsa e basta! Nessuno porta lo zaino il primo giorno della prima media.

Margot rimase sulle sue posizioni: - Io invece porto lo zaino.

La signora Melo si immischiò: - Anche tu in prima portavi lo zaino.

- Sì, - replicò la figlia maggiore, - perché mi ci hai costretta e io mi sono vergognata di essere l’unica stupida con lo zaino stile pappa molle.

- Ma era uno zaino nuovo che avevi scelto tu stessa, e tutti ne avevano uno sulle spalle - le ricordò la signora Melo.

- Sì, d’accordo, ma non ne avevamo bisogno il primo giorno.

- Dove metterò i miei libri allora?

- Non si portano libri il primo giorno.

- Lasciala fare ciò che vuole - intervenne la madre.

- Vuoi che tutti la prendano in giro?

- Non ti preoccupare! - tornò a rassicurarla sua madre.

“Non ti preoccupare!” pensò Margot, “è il tuo ritornello preferito”.

PROPOSTE DI LAVORO

Comprendo
  • 1. Di che cosa parla il brano?   
  • 2. Chi è il protagonista? 
  • 3. Qual è lo stato d’animo di Margot alla vigilia del passaggio alla nuova scuola? Segna tutte le risposte corrette.
    •   Paura
    •   Curiosità
    •   Gioia
    •   Impazienza
    •   Tristezza
    •   Indifferenza
  • 4. Quali sono i pensieri di Margot nei confronti della nuova scuola? Sottolineali nel testo.
  • 5. Nel testo la mamma di Margot viene indicata in tre modi diversi. Quali? mamma   
  • 6. “Non ti preoccupare!” pensò Margot, è il tuo ritornello preferito.
    Il ritornello di chi?  
Lessico
  • 7. Star è una parola presa in prestito dalla lingua inglese. Con quali parole italiane potresti sostituirla? Aiutati con il dizionario.  
Scrivo
  • 8. E tu quali sensazioni provi pensando alla nuova scuola? Quali sono le tue preoccupazioni, le tue attese, le tue speranze? Scrivi un testo sul quaderno.