La scuola di Ninablu

Uguali e diversi narrativo realistico La scuola di Ninablu Tiziana Rinaldi, Ninablu, Matilda editrice Credo che chiunque morirà d’invidia sentendo della scuola di Ninablu, che è poi la scuola di tutti i bambini dell’isola. L’edificio è sulla piazza del paese. L’aula ha quattro finestre tutte aperte sul mare. Però, il bello deve ancora venire. Eh già. Poiché nell’isola, sentite bene, si va a scuola solo tre giorni alla settimana. Da ottobre a maggio. Durante i mesi freddissimi dell’inverno la scuola chiude poi addirittura: nessuna nave fa più rotta verso l’isola con quei tempi. Così in tutto quel tempo si è liberi come i gabbiani. A scuola, come dicevo più su, tutti gli scolari dell’isola, che sono ventisette, convivono nella stessa classe. I grandi con i piccoli, tutti assieme. Una volta mentre i bambini erano in classe è successo questo: un simpatico abitante dell’isola, Giovanni, detto anche “Gionnibalena”, trovandosi piuttosto appesantito, aveva deciso di mettersi a dieta, unendo a questa, ogni giorno, una bella e lunga nuotata tonificante. I bambini, che dalle finestre della loro aula come ben sapete possono tenere d’occhio tutto ciò che accade nell’ampio tratto di mare lì davanti, si appassionarono ben presto alle nuotate in mare aperto di Gionnibalena. Ora, dovete sapere che Gionnibalena è sempre stato un temerario. Non tralasciava dunque mai la sua nuotata, nemmeno con i primi freddi, nemmeno col mare mosso. Nessuno però immaginava che sarebbe uscito anche quel mattino. In quel giorno di metà autunno, il vento soffiava forte di tramontana. Tanto che anche il traghetto aveva faticato ad attraccare. E sembrava aumentare persino! Potete dunque immaginare lo stupore dei bambini nel vedere Gionnibalena col suo costume rosso fare riscaldamento a terra per poi buttarsi in mare per la sua nuotata. Tutti erano corsi davanti ai vetri, mentre l’insegnante borbottava: - E allora bambini? Ma scherziamo? Cos’è questo trambusto? Tutti a posto! Svogliatamente avevano fatto ritorno al banco. Ma proprio in quel momento Gionnibalena doppiava la bocca del porto. Costringendoli a tornare alle finestre! Con l’insegnante che ancora li sgridava: - Ma insomma che vi prende? Facendoli sciamare di nuovo tutti a posto. Da lì, avevano continuato a occhieggiare dai vetri fino a quando un’onda gigantesca aveva quasi travolto Gionnibalena. Insomma, Gionnibalena quel giorno era più interessante di qualsiasi lezione, tanto che anche l’insegnante alla fine, con fare piuttosto rassegnato, si era appassionata alla vicenda, rinunciando a richiamare continuamente i bambini, per rimanere invece assieme a loro davanti alle finestre, a osservare le gesta eroiche e il destino di Gionnibalena, il quale, sprezzante del pericolo, aveva come sempre raggiunto la quarta boa, girandole intorno, per poi dirigersi nuovamente verso terra. Né le onde minacciose, né il vento gelido lo avevano minimamente disturbato. Anzi, nel finale, si era esibito per il suo pubblico, anche in un paio di capriole e qualche minuto di morto a galla. Un grosso applauso lo aveva accolto dall’aula al suo toccare terra. E da quel giorno Gionnibalena venne ribattezzato Gionnitemerariobalena. Ecco: questo accade nella scuola di Ninablu. Non ditemi che avreste voluto che io vi parlassi di Storia o Geografia, del programma di matematica o di chi è più ordinato nello scrivere. Non era molto più interessante il racconto di Gionnitemerariobalena? Del resto provate a dirmi di no. Lessico Gionnibalena è una parola formata da e Perché gli hanno dato questo nome? Trova altri nomi divertenti che potrebbe avere Gionni e scrivili qui sotto. Poi confrontati con i tuoi compagni e votate quello più originale. Gionni Gionni Gionni Rifletto sulla lingua All’inizio del racconto si parla della scuola di Ninablu. Quale tempo verbale viene usato maggiormente? Il passato prossimo L’imperfetto Il presente Quando invece si racconta l’episodio di Gionnibalena, vengono usati dei tempi: presenti. passati. futuri. Comprendo Informazioni esplicite Le finestre della scuola di Ninablu si affacciano: su una valle. sul mare. sul lago. Chi è Gionnibalena? Durante una mattinata d’autunno che cosa vedono i bambini dalla loro classe?

Uguali e diversi

narrativo realistico

La scuola di Ninablu

Tiziana Rinaldi, Ninablu, Matilda editrice


Credo che chiunque morirà d’invidia sentendo della scuola di Ninablu, che è poi la scuola di tutti i bambini dell’isola. L’edificio è sulla piazza del paese. L’aula ha quattro finestre tutte aperte sul mare. Però, il bello deve ancora venire. Eh già. Poiché nell’isola, sentite bene, si va a scuola solo tre giorni alla settimana. Da ottobre a maggio. Durante i mesi freddissimi dell’inverno la scuola chiude poi addirittura: nessuna nave fa più rotta verso l’isola con quei tempi. Così in tutto quel tempo si è liberi come i gabbiani. A scuola, come dicevo più su, tutti gli scolari dell’isola, che sono ventisette, convivono nella stessa classe. I grandi con i piccoli, tutti assieme.

Una volta mentre i bambini erano in classe è successo questo: un simpatico abitante dell’isola, Giovanni, detto anche “Gionnibalena”, trovandosi piuttosto appesantito, aveva deciso di mettersi a dieta, unendo a questa, ogni giorno, una bella e lunga nuotata tonificante. I bambini, che dalle finestre della loro aula come ben sapete possono tenere d’occhio tutto ciò che accade nell’ampio tratto di mare lì davanti, si appassionarono ben presto alle nuotate in mare aperto di Gionnibalena. Ora, dovete sapere che Gionnibalena è sempre stato un temerario. Non tralasciava dunque mai la sua nuotata, nemmeno con i primi freddi, nemmeno col mare mosso. Nessuno però immaginava che sarebbe uscito anche quel mattino. In quel giorno di metà autunno, il vento soffiava forte di tramontana. Tanto che anche il traghetto aveva faticato ad attraccare. E sembrava aumentare persino! Potete dunque immaginare lo stupore dei bambini nel vedere Gionnibalena col suo costume rosso fare riscaldamento a terra per poi buttarsi in mare per la sua nuotata. Tutti erano corsi davanti ai vetri, mentre l’insegnante borbottava:

- E allora bambini? Ma scherziamo? Cos’è questo trambusto? Tutti a posto!

Svogliatamente avevano fatto ritorno al banco. Ma proprio in quel momento Gionnibalena doppiava la bocca del porto. Costringendoli a tornare alle finestre! Con l’insegnante che ancora li sgridava:

- Ma insomma che vi prende?

Facendoli sciamare di nuovo tutti a posto. Da lì, avevano continuato a occhieggiare dai vetri fino a quando un’onda gigantesca aveva quasi travolto Gionnibalena. Insomma, Gionnibalena quel giorno era più interessante di qualsiasi lezione, tanto che anche l’insegnante alla fine, con fare piuttosto rassegnato, si era appassionata alla vicenda, rinunciando a richiamare continuamente i bambini, per rimanere invece assieme a loro davanti alle finestre, a osservare le gesta eroiche e il destino di Gionnibalena, il quale, sprezzante del pericolo, aveva come sempre raggiunto la quarta boa, girandole intorno, per poi dirigersi nuovamente verso terra. Né le onde minacciose, né il vento gelido lo avevano minimamente disturbato. Anzi, nel finale, si era esibito per il suo pubblico, anche in un paio di capriole e qualche minuto di morto a galla. Un grosso applauso lo aveva accolto dall’aula al suo toccare terra. E da quel giorno Gionnibalena venne ribattezzato Gionnitemerariobalena.

Ecco: questo accade nella scuola di Ninablu. Non ditemi che avreste voluto che io vi parlassi di Storia o Geografia, del programma di matematica o di chi è più ordinato nello scrivere. Non era molto più interessante il racconto di Gionnitemerariobalena? Del resto provate a dirmi di no.

Comprendo

Informazioni esplicite

  •  Le finestre della scuola di Ninablu si affacciano:
    •   su una valle.
    •   sul mare.
    •   sul lago.
  •  Chi è Gionnibalena? 
  •  Durante una mattinata d’autunno che cosa vedono i bambini dalla loro classe?