Laboratorio - Scopro il testo descrittivo

Uguali e diversi laboratorio Scopro il...Testo narrativo descrittivo La vecchia cartiera Gene Kemp, Un tornado a scuola, Emme Edizioni Due ragazzini, Danny e Tyke, insieme alla cagnolina Briciola, si avventurano a esplorare una vecchia cartiera ormai fuori uso. Qualcosa aveva abbattuto una parte della recinzione, così scavalcammo le barre di ferro contorte, arrugginite, e ci ritrovammo nel selvaggio intrico di cespugli e rovi che circonda la vecchia cartiera. Tanto tempo prima, vi si produceva la carta, utilizzando l’energia fornita dalla diga. Adesso la fabbrica era tutta sporca e in abbandono. Uno strato di polvere grigia ricopriva ogni cosa, le finestre rotte, tappate con assi, le spesse porte, tutti i tetti della parte posteriore che si affaccia sul fiume. Danny spalancò una porta. Entrammo. Briciola prese a correre dappertutto, annusando ed esplorando come fa ogni volta che capita in qualche luogo strano. E quello era proprio strano. Avanzammo in punta di piedi, parlando sottovoce. Il soffitto, sopra di noi, era alto, con travi scure. Ne pendevano nude lampadine, rivestite di ragnatele. Alla parete un orologio era fermo sulle due e mezza. Un’alta catasta di tavole era ammassata in un angolo nel fondo. Non era buio come si potrebbe pensare. La luce entrava dai lucernari e dalle fessure tra le assi delle finestre. - Guarda, Danny. Ci sono alcune tavole rotte nel pavimento, qui. Briciola, torna indietro, - gridai improvvisamente, vedendola infilare di corsa la porta all’altra estremità. La mia voce risuonò in modo bizzarro in quello stanzone vuoto e lercio. Seguii Briciola oltre una porta scrostata verde scuro, in un’altra stanza più piccola. - Tyke. Tyke. Torniamo indietro. - Voglio solo dare un’occhiata e poi vengo. Seguii il cane. Briciola salì una rampa di scale. Dietro di me Danny sussurrò: - Pensi che ci sia qualche fantasma, Tyke? - Ovviamente no. - Ha l’aria di un luogo da fantasmi. Non mi piace, Tyke. - Ancora un attimo. Arrivammo a un pianerottolo su cui si affacciavano due o tre porte, tutte chiuse, e una sorta di sportello quadrato nella parete. Briciola lo spinse col naso. Lo sportello ruotò all’insù e all’indietro, lasciandola passare, per poi richiudersi dietro la sua tozza coda. Sentii il guaito di Briciola dall’altra parte. Mi fiondai dietro di lei alla velocità della luce, pregando che là sotto non ci fosse la chiusa: da lì il rombo dell’acqua che precipitava si sentiva molto più forte. Briciola era finita in uno stanzino dal soffitto inclinato come quello di un solaio. In un angolo erano ammucchiate parecchie casse di legno, sul pavimento erano sparsi sacchi e mucchi di vecchia carta. Nel muro si apriva una finestra fino al livello del pavimento. Guardai attraverso le imposte sudicie. Il rombo mi sopraffece, forte e sonoro, pieno di potenza. La stanza era situata proprio sopra la chiusa. E capii che si stava facendo buio. La notte era calata senza che ce ne fossimo accorti. Tirai fuori il collare di Briciola e mi volsi verso Danny, che mi stava alle calcagna. Pareva che gli occhi gli uscissero dalle orbite. - Andiamo, - dissi. Fuori, misi il guinzaglio a Briciola e corremmo. - Non dirlo a nessuno, Danny. Sarà il nostro posto segreto. Il testo descrittivo di ambiente Come hai visto nei racconti, ci sono delle sequenze che descrivono persone, ambienti e situazioni. La descrizione può seguire un punto di vista mobile. In questo caso l’ambiente viene descritto così come si presenta al personaggio che si muove al suo interno e ne scopre man mano i particolari. L’ambiente viene descritto: così come appare a un osservatore che guarda da un unico punto di osservazione. così come appare a un osservatore che si muove e scopre cose nuove. Nel racconto sono stati sottolineati dei verbi che danno l’idea del movimento dei personaggi che esplorano l’ambiente. Questi verbi esprimono: un movimento lineare dei personaggi che sanno dove stanno andando. un movimento che segue la curiosità dei personaggi. Numera in ordine le parti dell’edificio che vengono visitate e descritte. Un grande stanzone L’esterno Una stanza più piccola Un pianerottolo Uno stanzino dal soffitto inclinato Quali elementi della descrizione fanno capire che si tratta di un edificio abbandonato da tempo? Continua l’elenco sul quaderno. - Le barre di ferro della recinzione contorte e arrugginite. - Un selvaggio intrico di cespugli e rovi. esercitati a SCRIVERE dei testi descrittivi ALLE PP. 28-31 DEL LIBRO DI SCRITTURA.

Uguali e diversi laboratorio

Scopro il...
Testo narrativo descrittivo

La vecchia cartiera

Gene Kemp, Un tornado a scuola, Emme Edizioni


Due ragazzini, Danny e Tyke, insieme alla cagnolina Briciola, si avventurano a esplorare una vecchia cartiera ormai fuori uso.

Qualcosa aveva abbattuto una parte della recinzione, così  scavalcammo le barre di ferro contorte, arrugginite, e  ci ritrovammo nel selvaggio intrico di cespugli e rovi che circonda la vecchia cartiera. Tanto tempo prima, vi si produceva la carta, utilizzando l’energia fornita dalla diga. Adesso la fabbrica era tutta sporca e in abbandono. Uno strato di polvere grigia ricopriva ogni cosa, le finestre rotte, tappate con assi, le spesse porte, tutti i tetti della parte posteriore che si affaccia sul fiume. Danny  spalancò una porta. Entrammo. Briciola prese a correre dappertutto, annusando ed esplorando come fa ogni volta che capita in qualche luogo strano. E quello era proprio strano. Avanzammo in punta di piedi, parlando sottovoce. Il soffitto, sopra di noi, era alto, con travi scure. Ne pendevano nude lampadine, rivestite di ragnatele. Alla parete un orologio era fermo sulle due e mezza. Un’alta catasta di tavole era ammassata in un angolo nel fondo. Non era buio come si potrebbe pensare.

La luce entrava dai lucernari e dalle fessure tra le assi delle finestre.

- Guarda, Danny. Ci sono alcune tavole rotte nel pavimento, qui. Briciola, torna indietro, - gridai improvvisamente, vedendola infilare di corsa la porta all’altra estremità. La mia voce risuonò in modo bizzarro in quello stanzone vuoto e lercio.

Seguii Briciola oltre una porta scrostata verde scuro, in un’altra stanza più piccola.

- Tyke. Tyke. Torniamo indietro.

- Voglio solo dare un’occhiata e poi vengo.

 Seguii il cane. Briciola salì una rampa di scale. Dietro di me Danny sussurrò:

- Pensi che ci sia qualche fantasma, Tyke?

- Ovviamente no.

- Ha l’aria di un luogo da fantasmi. Non mi piace, Tyke.

- Ancora un attimo.

 Arrivammo a un pianerottolo su cui si affacciavano due o tre porte, tutte chiuse, e una sorta di sportello quadrato nella parete. Briciola lo spinse col naso. Lo sportello ruotò all’insù e all’indietro, lasciandola passare, per poi richiudersi dietro la sua tozza coda. Sentii il guaito di Briciola dall’altra parte.  Mi fiondai dietro di lei alla velocità della luce, pregando che là sotto non ci fosse la chiusa: da lì il rombo dell’acqua che precipitava si sentiva molto più forte.

Briciola era finita in uno stanzino dal soffitto inclinato come quello di un solaio. In un angolo erano ammucchiate parecchie casse di legno, sul pavimento erano sparsi sacchi e mucchi di vecchia carta.

Nel muro si apriva una finestra fino al livello del pavimento. Guardai attraverso le imposte sudicie. Il rombo mi sopraffece, forte e sonoro, pieno di potenza. La stanza era situata proprio sopra la chiusa. E capii che si stava facendo buio. La notte era calata senza che ce ne fossimo accorti. Tirai fuori il collare di Briciola e mi volsi verso Danny, che mi stava alle calcagna. Pareva che gli occhi gli uscissero dalle orbite.

- Andiamo, - dissi.

Fuori, misi il guinzaglio a Briciola e corremmo.

- Non dirlo a nessuno, Danny. Sarà il nostro posto segreto.

  •  L’ambiente viene descritto:
    •   così come appare a un osservatore che guarda da un unico punto di osservazione.
    •   così come appare a un osservatore che si muove e scopre cose nuove.
  •  Nel racconto sono stati sottolineati dei verbi che danno l’idea del movimento dei personaggi che esplorano l’ambiente. Questi verbi esprimono:
    •   un movimento lineare dei personaggi che sanno dove stanno andando.
    •   un movimento che segue la curiosità dei personaggi.
  •  Numera in ordine le parti dell’edificio che vengono visitate e descritte.
    •   Un grande stanzone
    •   L’esterno
    •   Una stanza più piccola
    •   Un pianerottolo
    •   Uno stanzino dal soffitto inclinato
  •  Quali elementi della descrizione fanno capire che si tratta di un edificio abbandonato da tempo? Continua l’elenco sul quaderno.
    - Le barre di ferro della recinzione contorte e arrugginite.
    - Un selvaggio intrico di cespugli e rovi.

esercitati a SCRIVERE dei testi descrittivi ALLE PP. 28-31 DEL LIBRO DI SCRITTURA.