Elias Canetti

Pronti? Si parte! Benvenuti in quinta! Inizia un anno importante e indimenticabile, un anno in cui potrai prendere tutte le cose belle che hai imparato in questi quattro anni, metterle in valigia e partire per un altro indimenticabile viaggio. Sarà un anno ricco di letture per sognare, scoprire il mondo, incuriosirti e imparare a conoscerti meglio. Sei pronto a scoprire nuove letture e mondi inesplorati? Ecco le testimonianze di tre scrittori che hanno scoperto la magia dei libri. Elias Canetti Elias Canetti, La lingua salvata, Adelphi Andavo già a scuola da qualche mese, quando accadde una cosa che determinò tutta la mia successiva esistenza. Mio padre mi portò un libro. Mi accompagnò da solo sul retro dove dormivamo noi bambini e me lo spiegò. Era Le mille e una notte in un’edizione adatta alla mia età. Sulla copertina c’era un’illustrazione a colori, se non sbaglio, di Aladino e la lampada meravigliosa. Il papà mi parlò in modo serio e incoraggiante e mi disse quanto sarebbe stato bello leggere quel libro. Lui stesso mi lesse ad alta voce una storia. Altrettanto belle sarebbero state tutte le altre. Dovevo cercare di leggerle da solo e poi la sera raccontargliele. Quando avessi finito quel libro, me ne avrebbe portato un altro. Non me lo feci ripetere due volte e sebbene a scuola avessi da poco imparato a leggere, mi gettai subito su quel libro meraviglioso e ogni sera avevo qualcosa da raccontargli. Lui mantenne la promessa: ogni volta c’era un libro nuovo, così che non ho mai dovuto interrompere, nemmeno per un solo giorno, le mie letture. A chi racconti le storie che leggi? O c’è qualcuno che le racconta a te? Giusi Quarenghi “La Vita Scolastica” Leggevo. Leggevo per curiosità: leggevo per sapere come andava a finire; leggevo perché mi interessavano i fatti degli altri, e attraverso questo, i fatti miei. Leggevo per esplorare e trovare percorsi, per tracciare mappe e figure, per andare di qua e di là dello specchio, per spostare i confini e confondere i tracciati… Leggevo per capire e per perdermi. Leggevo per lasciarmi andare. Leggevo per sognare, leggevo per evadere, da un passato unico e da un futuro definito, altri passati c’erano, altri futuri dovevano pur essere. Leggevo le fiabe, mai sazia di veder confermato il magico percorso, che comincia che va male, ma finisce che va bene… Che cosa cerchi in un libro? Bruno Tognolini da www.geocities.com Quando avevo otto anni amavo fare soprattutto due cose: leggere e costruire. Leggere libri di storie fantastiche ambientate in posti lontanissimi, immergendomi in un’altra realtà, come tanti bambini hanno fatto e fanno; e costruire ogni sorta di oggetti e meccanismi, giocattoli e marchingegni, con tutto ciò che mi trovavo sottomano. Bene: dopo anni mi sono trovato a desiderare di fare lo scrittore. E dopo altri anni, a farlo. Ma ci sono voluti altri anni ancora per capire quale filo legava quel bambino a quello scrittore: leggere + costruire = scrivere. Le due cose che amavo fare erano infine diventate una. Se amo leggere, voglio sempre altre cose da leggere; se amo costruire, posso farmi da me tutti i giocattoli che voglio; ed ecco che scatta il salto: le storie nuove, come i giocattoli… me le faccio da me. Immagina una bellissima storia che vorresti leggere. Quale storia sarebbe? Somiglia ad altre che hai già letto oppure una storia così non è stata ancora inventata? Scrivi sotto il titolo e raccontala ai tuoi compagni di classe.

Pronti? Si parte! Benvenuti in quinta!

Inizia un anno importante e indimenticabile, un anno in cui potrai prendere tutte le cose belle che hai imparato in questi quattro anni, metterle in valigia e partire per un altro indimenticabile viaggio.
Sarà un anno ricco di letture per sognare, scoprire il mondo, incuriosirti e imparare a conoscerti meglio. Sei pronto a scoprire nuove letture e mondi inesplorati?
Ecco le testimonianze di tre scrittori che hanno scoperto la magia dei libri.

Elias Canetti

Elias Canetti, La lingua salvata, Adelphi


Andavo già a scuola da qualche mese, quando accadde una cosa che determinò tutta la mia successiva esistenza. Mio padre mi portò un libro. Mi accompagnò da solo sul retro dove dormivamo noi bambini e me lo spiegò. Era Le mille e una notte in un’edizione adatta alla mia età. Sulla copertina c’era un’illustrazione a colori, se non sbaglio, di Aladino e la lampada meravigliosa.

Il papà mi parlò in modo serio e incoraggiante e mi disse quanto sarebbe stato bello leggere quel libro. Lui stesso mi lesse ad alta voce una storia. Altrettanto belle sarebbero state tutte le altre. Dovevo cercare di leggerle da solo e poi la sera raccontargliele. Quando avessi finito quel libro, me ne avrebbe portato un altro. Non me lo feci ripetere due volte e sebbene a scuola avessi da poco imparato a leggere, mi gettai subito su quel libro meraviglioso e ogni sera avevo qualcosa da raccontargli.

Lui mantenne la promessa: ogni volta c’era un libro nuovo, così che non ho mai dovuto interrompere, nemmeno per un solo giorno, le mie letture.

A chi racconti le storie che leggi? O c’è qualcuno che le racconta a te?

  

Giusi Quarenghi

“La Vita Scolastica”


Leggevo. Leggevo per curiosità: leggevo per sapere come andava a finire; leggevo perché mi interessavano i fatti degli altri, e attraverso questo, i fatti miei.

Leggevo per esplorare e trovare percorsi, per tracciare mappe e figure, per andare di qua e di là dello specchio, per spostare i confini e confondere i tracciati… Leggevo per capire e per perdermi. Leggevo per lasciarmi andare. Leggevo per sognare, leggevo per evadere, da un passato unico e da un futuro definito, altri passati c’erano, altri futuri dovevano pur essere.

Leggevo le fiabe, mai sazia di veder confermato il magico percorso, che comincia che va male, ma finisce che va bene…

Che cosa cerchi in un libro?

    

Bruno Tognolini

da www.geocities.com


Quando avevo otto anni amavo fare soprattutto due cose: leggere e costruire. Leggere libri di storie fantastiche ambientate in posti lontanissimi, immergendomi in un’altra realtà, come tanti bambini hanno fatto e fanno; e costruire ogni sorta di oggetti e meccanismi, giocattoli e marchingegni, con tutto ciò che mi trovavo sottomano. Bene: dopo anni mi sono trovato a desiderare di fare lo scrittore. E dopo altri anni, a farlo. Ma ci sono voluti altri anni ancora per capire quale filo legava quel bambino a quello scrittore: leggere + costruire = scrivere. Le due cose che amavo fare erano infine diventate una. Se amo leggere, voglio sempre altre cose da leggere; se amo costruire, posso farmi da me tutti i giocattoli che voglio; ed ecco che scatta il salto: le storie nuove, come i giocattoli… me le faccio da me.

Immagina una bellissima storia che vorresti leggere. Quale storia sarebbe? Somiglia ad altre che hai già letto oppure una storia così non è stata ancora inventata?

Scrivi sotto il titolo e raccontala ai tuoi compagni di classe.