Chi è una strega?

Cose dell'altro mondo narrativo fantastico Chi è una strega? Giusi Quarenghi, Strega come me, Giunti Junior Caterina legge un vecchio diario, trovato a casa del nonno. In questo diario una ragazzina come lei racconta la sua vita in una “scuola di streghe per streghe”. Oggi la strega madre ci ha tenuto la lezione di benvenuto. Titolo: Chi è una strega. Ho capito che “strega” è una che non fa quasi mai quello che gli altri si aspettano, perciò stupisce e indispettisce, e la gente si meraviglia, si scandalizza e ha paura. - Forse avrete sentito dire che le streghe mangiano i bambini - ha dichiarato con la sua faccia tutta sottosopra. - È una sciocchezza, sappiatelo. Una strega per bene, e voi siete qui per diventare streghe assolutamente per bene, non mangia i bambini, li fa spaventare, questo sì, e, soprattutto, li trasforma. La qual cosa può anche essere una vera fortuna per i bambini, anche se loro di solito non lo capiscono, e tantomeno i loro genitori… - Ma streghe si nasce o si diventa? - ho chiesto io ad un certo punto. - Un po’ si nasce e un po’ si diventa - ha risposto lei. - È perché un po’ streghe ci siete nate che siete state scelte fra tante per diventarlo fino in fondo, in questo collegio, col nostro aiuto. Streghe già perfettamente streghe ne nascono ormai pochissime. Qualche super strega ogni tanto ci prova a generare un’altra strega, ma è un tipo di magia molto, molto difficile, personale e segretissima. L’unica che si conosca, e che quindi ormai è irripetibile, è quella che formulò, secoli e secoli fa, la strega Corcodil, una delle streghe più antiche e potenti. Per avere Ghil, la strega sua figlia, prese un’ombra di luna, la forma della pioggia, il sapore della neve, il tepore di un bacio, una parola antica, una di una lingua morta e una che ancora non era mai stata pronunciata, una scoreggia di formica e una di balena, trinciato di sicomoro e polline di belladonna, tre manciate di schiuma di mare, tre sbuffi di vulcano e tre lacrime vegetali, un sogno forte, una domanda senza risposta e una risposta per infinite domande, un lampo, un tuono, un’eclissi totale e un “NO” urlato per tre giorni e per tre notti. Ne bevve tredici sorsi all’alba, al tramonto e a mezzanotte per tredici volte e, tra un temporale e un arcobaleno, le sprizzò fuori dalla testa una streghina con già tredici denti… Pare dunque che le streghe possano nascere in tanti modi, da un’esplosione e da una risata, da un vulcano in eruzione, da una sorgente, da un uovo e da una ciambella col buco… Molte però nascono da una donna e da un uomo, come i bambini normali. Io so che sono nata perché la mamma e il papà si amano. Mi sembra un bel modo per nascere. Forse farò anch’io così. Prima però voglio che la mamma mi insegni a fare i bignè con la crema e poi chissà, magari, un giorno, riuscirò anche a fare i bambini con la crema… Dopo la lezione di benvenuto, pranzo di benvenuto. Meno male che il benvenuto ce lo danno una volta sola! Vorrà dire che con questi manicaretti non correrò certo il rischio di ingrassare… Ah, cosa darei per un piatto di tagliolini al pomodoro e basilico come quelli che fanno a casa mia! Se mai diventerò una strega, cucinerò comunque come la mia mamma! Lessico La parola indispettisce deriva da “dispetto”. Rileggi la frase nella quale la parola compare; secondo te significa: che fa nascere dei sospetti. che provoca fastidio, irritazione. che manca di rispetto a qualcuno. Comprendo Informazioni esplicite e implicite La strega madre dice che le alunne della scuola per streghe impareranno: a mangiare i bambini. a essere delle streghe per bene. a far nascere delle vere streghe. Secondo te, la protagonista: non vede l’ora di diventare una vera strega. vuole imparare le ricette di cucina delle streghe. non vuole perdere certe cose della sua vita normale. Interpretare Nel testo ci sono gli ingredienti e le istruzioni per far nascere una strega. Questa parte potrebbe essere definita: narrativa, perché racconta dei fatti. descrittiva, perché descrive qualcosa. regolativa, perché spiega come si fa qualcosa.

Cose dell'altro mondo

narrativo fantastico

Chi è una strega?

Giusi Quarenghi, Strega come me, Giunti Junior


Caterina legge un vecchio diario, trovato a casa del nonno. In questo diario una ragazzina come lei racconta la sua vita in una “scuola di streghe per streghe”.

Oggi la strega madre ci ha tenuto la lezione di benvenuto. Titolo: Chi è una strega. Ho capito che “strega” è una che non fa quasi mai quello che gli altri si aspettano, perciò stupisce e indispettisce, e la gente si meraviglia, si scandalizza e ha paura.

- Forse avrete sentito dire che le streghe mangiano i bambini - ha dichiarato con la sua faccia tutta sottosopra. - È una sciocchezza, sappiatelo. Una strega per bene, e voi siete qui per diventare streghe assolutamente per bene, non mangia i bambini, li fa spaventare, questo sì, e, soprattutto, li trasforma. La qual cosa può anche essere una vera fortuna per i bambini, anche se loro di solito non lo capiscono, e tantomeno i loro genitori…

- Ma streghe si nasce o si diventa? - ho chiesto io ad un certo punto. - Un po’ si nasce e un po’ si diventa - ha risposto lei. - È perché un po’ streghe ci siete nate che siete state scelte fra tante per diventarlo fino in fondo, in questo collegio, col nostro aiuto. Streghe già perfettamente streghe ne nascono ormai pochissime. Qualche super strega ogni tanto ci prova a generare un’altra strega, ma è un tipo di magia molto, molto difficile, personale e segretissima. L’unica che si conosca, e che quindi ormai è irripetibile, è quella che formulò, secoli e secoli fa, la strega Corcodil, una delle streghe più antiche e potenti. Per avere Ghil, la strega sua figlia, prese un’ombra di luna, la forma della pioggia, il sapore della neve, il tepore di un bacio, una parola antica, una di una lingua morta e una che ancora non era mai stata pronunciata, una scoreggia di formica e una di balena, trinciato di sicomoro e polline di belladonna, tre manciate di schiuma di mare, tre sbuffi di vulcano e tre lacrime vegetali, un sogno forte, una domanda senza risposta e una risposta per infinite domande, un lampo, un tuono, un’eclissi totale e un “NO” urlato per tre giorni e per tre notti. Ne bevve tredici sorsi all’alba, al tramonto e a mezzanotte per tredici volte e, tra un temporale e un arcobaleno, le sprizzò fuori dalla testa una streghina con già tredici denti…

Pare dunque che le streghe possano nascere in tanti modi, da un’esplosione e da una risata, da un vulcano in eruzione, da una sorgente, da un uovo e da una ciambella col buco… Molte però nascono da una donna e da un uomo, come i bambini normali. Io so che sono nata perché la mamma e il papà si amano. Mi sembra un bel modo per nascere. Forse farò anch’io così. Prima però voglio che la mamma mi insegni a fare i bignè con la crema e poi chissà, magari, un giorno, riuscirò anche a fare i bambini con la crema… Dopo la lezione di benvenuto, pranzo di benvenuto. Meno male che il benvenuto ce lo danno una volta sola! Vorrà dire che con questi manicaretti non correrò certo il rischio di ingrassare… Ah, cosa darei per un piatto di tagliolini al pomodoro e basilico come quelli che fanno a casa mia! Se mai diventerò una strega, cucinerò comunque come la mia mamma!

Comprendo

Informazioni esplicite e implicite

  •  La strega madre dice che le alunne della scuola per streghe impareranno:
    •   a mangiare i bambini.
    •   a essere delle streghe per bene.
    •   a far nascere delle vere streghe.
  •  Secondo te, la protagonista:
    •   non vede l’ora di diventare una vera strega.
    •   vuole imparare le ricette di cucina delle streghe.
    •   non vuole perdere certe cose della sua vita normale.

Interpretare

  •  Nel testo ci sono gli ingredienti e le istruzioni per far nascere una strega. Questa parte potrebbe essere definita:
    •   narrativa, perché racconta dei fatti.
    •   descrittiva, perché descrive qualcosa.
    •   regolativa, perché spiega come si fa qualcosa.