Una nuova insegnante

Pronti? Si parte! Benvenuti in quinta! Una nuova insegnante Andrew Clements, Drilla, Bompiani Nick è arrivato in quinta, nella classe della famosa Mrs. Granger… Il primo giorno di scuola serviva sempre a fare conoscenza. Venivano distribuiti i libri, e si chiacchierava molto. Tutti chiedevano: - Che cos’hai fatto quest’estate? Le prime ore volarono via tranquille per Nick. Ma poi venne l’ora di lingua. L’ora di Mrs. Granger fu tutta lavoro, solo lavoro. La prima cosa che i ragazzi fecero fu vedere quante delle trentacinque parole della lista settimanale sapevano già. Borbottare, piramidale, orchestra e così via. Nick le sapeva quasi tutte. Poi fu distribuito un foglio con le regole di classe. Poi venne un esercizio di calligrafia, e poi un promemoria sulla composizione dei riassunti. Nemmeno un attimo di tregua per trentasette minuti filati. Nick era un esperto in domande perditempo. Tre minuti prima che suonasse la campanella, in quell’attimo fuggente tra la fine della lezione di oggi e l’annuncio dei compiti per domani, Nick era in grado di porre una domanda capace di distrarre l’insegnante abbastanza a lungo da ritardare o perfino da cancellare l’assegnazione dei compiti. Cogliere l’attimo giusto era importante, ma la cosa davvero difficile era fare la domanda giusta. Domande sulle notizie alla tivù, domande sulle scuole frequentate dall’insegnante, domande sul libro, lo sport, il passatempo preferito dall’insegnante: Nick sapeva tutti i trucchi, e in passato aveva avuto molto successo. Ma qui era in quinta, quasi alla fine della sua prima lezione di lingua con Mrs. Granger, e Nick sapeva prevedere l’arrivo di un compito come i contadini sanno prevedere un temporale. Mrs. Granger si fermò per prendere il respiro, e la mano di Nick scattò in alto. L’insegnante lanciò uno sguardo al registro, poi fissò Nick. I suoi penetranti occhi grigi non erano nemmeno a metà regime. - Dimmi, Nicholas. - Mrs. Granger, ci sono così tanti vocabolari in quest’aula, e quello lì, poi, è così grosso… da dove vengono tutte quelle parole? Le hanno copiate da altri vocabolari? È proprio un librone, davvero. Era una bomba di trovata. Sbadabang! Parecchi bambini sorrisero, qualcuno sbirciò l’orologio. Nick era famoso per le sue domande perditempo, e tutta la classe conosceva le sue intenzioni. Anche Mrs. Granger, purtroppo. Esitò un attimo, poi rivolse a Nick un sorriso che era un po’ troppo dolce per essere vero. I suoi occhi avevano il colore di un nuvolone gonfio di pioggia. - Bene, una domanda davvero interessante, Nicholas. Potrei parlarne per ore, credo. Lanciò un’occhiata alla classe. - Interessa anche agli altri? - Tutti fecero di sì con la testa. - Molto bene, allora. Nicholas, vuoi fare una ricerca sull’argomento e fare una piccola lezione orale alla classe? Se scoprirai la risposta da solo, varrà molto di più che se te lo dicessi io. Per favore, prepara la ricerca per la prossima lezione. Mrs. Granger gli sorrise di nuovo. Molto dolcemente. Poi tornò alle sue faccende. - Allora, il compito per domani è a pagina 12 del libro… Nick quasi non sentì. Aveva il cuore che batteva forte, e si sentiva piccolo, molto piccolo. Sentiva che le punte delle orecchie diventavano di un rosso brillante. Sconfitta totale. Un compito in più. E probabilmente un puntino nero sul registro, vicino al suo nome. Tutto ciò che aveva sentito dire di quell’insegnante era vero: non fare il furbo con Granger la Minaccia. L’insegnante di Nick, Mrs. Granger, ha già capito bene i suoi nuovi alunni… E i tuoi insegnanti che cosa pensano di te? Che cosa si aspettano da te in quest’ultimo anno di scuola primaria? Invece, che cosa ti aspetti tu da questo ultimo anno?

Pronti? Si parte! Benvenuti in quinta!

Una nuova insegnante

Andrew Clements, Drilla, Bompiani


Nick è arrivato in quinta, nella classe della famosa Mrs. Granger…

Il primo giorno di scuola serviva sempre a fare conoscenza. Venivano distribuiti i libri, e si chiacchierava molto. Tutti chiedevano: - Che cos’hai fatto quest’estate?

Le prime ore volarono via tranquille per Nick. Ma poi venne l’ora di lingua. L’ora di Mrs. Granger fu tutta lavoro, solo lavoro.

La prima cosa che i ragazzi fecero fu vedere quante delle trentacinque parole della lista settimanale sapevano già. Borbottare, piramidale, orchestra e così via. Nick le sapeva quasi tutte.

Poi fu distribuito un foglio con le regole di classe. Poi venne un esercizio di calligrafia, e poi un promemoria sulla composizione dei riassunti. Nemmeno un attimo di tregua per trentasette minuti filati.

Nick era un esperto in domande perditempo. Tre minuti prima che suonasse la campanella, in quell’attimo fuggente tra la fine della lezione di oggi e l’annuncio dei compiti per domani, Nick era in grado di porre una domanda capace di distrarre l’insegnante abbastanza a lungo da ritardare o perfino da cancellare l’assegnazione dei compiti.

Cogliere l’attimo giusto era importante, ma la cosa davvero difficile era fare la domanda giusta. Domande sulle notizie alla tivù, domande sulle scuole frequentate dall’insegnante, domande sul libro, lo sport, il passatempo preferito dall’insegnante: Nick sapeva tutti i trucchi, e in passato aveva avuto molto successo.

Ma qui era in quinta, quasi alla fine della sua prima lezione di lingua con Mrs. Granger, e Nick sapeva prevedere l’arrivo di un compito come i contadini sanno prevedere un temporale.

Mrs. Granger si fermò per prendere il respiro, e la mano di Nick scattò in alto. L’insegnante lanciò uno sguardo al registro, poi fissò Nick. I suoi penetranti occhi grigi non erano nemmeno a metà regime.

- Dimmi, Nicholas.

- Mrs. Granger, ci sono così tanti vocabolari in quest’aula, e quello lì, poi, è così grosso… da dove vengono tutte quelle parole? Le hanno copiate da altri vocabolari? È proprio un librone, davvero.

Era una bomba di trovata. Sbadabang!

Parecchi bambini sorrisero, qualcuno sbirciò l’orologio. Nick era famoso per le sue domande perditempo, e tutta la classe conosceva le sue intenzioni.

Anche Mrs. Granger, purtroppo. Esitò un attimo, poi rivolse a Nick un sorriso che era un po’ troppo dolce per essere vero. I suoi occhi avevano il colore di un nuvolone gonfio di pioggia.

- Bene, una domanda davvero interessante, Nicholas. Potrei parlarne per ore, credo.

Lanciò un’occhiata alla classe. - Interessa anche agli altri? - Tutti fecero di sì con la testa.

- Molto bene, allora. Nicholas, vuoi fare una ricerca sull’argomento e fare una piccola lezione orale alla classe? Se scoprirai la risposta da solo, varrà molto di più che se te lo dicessi io. Per favore, prepara la ricerca per la prossima lezione.

Mrs. Granger gli sorrise di nuovo. Molto dolcemente. Poi tornò alle sue faccende.

- Allora, il compito per domani è a pagina 12 del libro…

Nick quasi non sentì. Aveva il cuore che batteva forte, e si sentiva piccolo, molto piccolo. Sentiva che le punte delle orecchie diventavano di un rosso brillante. Sconfitta totale. Un compito in più. E probabilmente un puntino nero sul registro, vicino al suo nome.

Tutto ciò che aveva sentito dire di quell’insegnante era vero: non fare il furbo con Granger la Minaccia.

L’insegnante di Nick, Mrs. Granger, ha già capito bene i suoi nuovi alunni…

E i tuoi insegnanti che cosa pensano di te? Che cosa si aspettano da te in quest’ultimo anno di scuola primaria?

  

Invece, che cosa ti aspetti tu da questo ultimo anno?