A scuola!

INFORMATIVO Passato e presente A scuola! La civiltà di Roma, traduzione di Giampaolo Mauro, Mondadori A Roma i bambini poveri non vanno a scuola, mentre quelli dei patrizi ricevono una solida educazione almeno fino a 14 anni. Dalla più tenera età i figli dei patrizi vengono affidati prima a una nutrice, poi a uno schiavo (spesso reclutato in Grecia) chiamato pedagogo: a questi spetta il compito di insegnare lingua e fondamenti della civiltà greca. Dall età di sette anni i bambini vanno a scuola. Le lezioni si svolgono al mattino, in una stanza comune per tutti, oppure all aperto, all ombra di un porticato. Il maestro, chiamato magister, insegna a contare e a leggere decifrando i rotoli di papiro, i libri dell epoca. Gli allievi scrivono incidendo con gli stiletti le loro tavolette di cera. Quando la scuola resta chiusa (per cinque giorni in marzo e durante tutta l estate) i bambini hanno modo di dimenticare il maestro e le sue punizioni fisiche. I giocattoli più diffusi sono il cerchio, gli aliossi (ossicini usati come dadi), le bambole. E poi ci sono le gare dei carretti trainati dagli animali: piccioni, oche, topolini Dopo i dodici anni le ragazze non vanno più a scuola. I maschi, invece, seguono le lezioni del grammaticus, che insegna la letteratura latina e greca. I quindicenni sono affidati al retore, che li educa all eloquenza, ovvero all arte del parlare bene, per prepararli alla professione di avvocato o di funzionario. A sedici anni i ragazzi vestono la candida toga virile nel corso di una cerimonia che segna il passaggio all età adulta. Comprendo Dal testo che hai letto puoi dire che i maestri di Roma: erano molto severi. erano comprensivi. erano severi, ma buoni. Sottolinea la frase del testo che ti ha permesso di rispondere. 166 Parliamone insieme Quali sono le differenze tra la scuola dell antica Roma e quella che frequenti tu? Gli insegnanti si comportano allo stesso modo? E gli alunni imparavano le stesse cose che impari tu oggi? Parlane con i tuoi compagni.
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