Per filo e per sogno - Scrittura 4 Libro accessibile

Il riassunto individuare le informazioni principali 1 Leggi la storia. Il lupo senza fiuto Noemi Vicini, 365 storie, Fabbri Tanto tempo fa, quando gli animali non erano proprio come ora, si incontrarono il lupo e il cane. Il lupo disse una cosa a cui pensava da tempo: – Voglio farti una proposta, cugino. Hai mai sentito citare quel detto “Io do una cosa a te e tu dai una cosa a me”? Ebbene: se tu mi cedi il tuo fiuto, ti darò in cambio la mia velocità. – Va bene, ci sto – disse il cane. Il lupo gli dette la sua velocità e allungò il naso per ricevere il fiuto. Ma il cane, appena ottenuta la velocità, ne fece uso: scappò come il vento, senza dare nulla in cambio. Il lupo rimase con un palmo di naso, ma senza fiuto. E così è rimasto da quel tempo lontano. Strategie! Quando scrivi un riassunto: elimina le informazioni non indispensabili; riscrivi le informazioni principali con meno parole; dai al tuo testo una nuova forma linguistica: se il testo è in prima persona, devi usare la terza persona; se ci sono discorsi diretti, devi trasformarli in discorsi indiretti. 2 Ora leggi il riassunto della storia, confronta i due testi e poi rispondi. Il lupo senza fiuto Tanto tempo fa il lupo disse al cane che gli avrebbe dato la sua velocità se lui gli avesse dato il suo fiuto. Il cane accettò, ma appena ebbe la velocità scappò via senza dare nulla al lupo. Il lupo rimase senza fiuto e così è anche oggi. a. Che cosa manca nel riassunto? Alcuni personaggi. Le parole dei personaggi. Alcune azioni. Alcune informazioni non indispensabili. b. La storia si capisce ancora bene? Sì. No. 3 In questa storia sono state cancellate le informazioni non indispensabili. Utilizza le informazioni rimaste per scrivere un breve riassunto. Il cane grande e il cane piccolo In una bella casa di campagna c’erano un cane grande e un cane piccolo. Il piccolo, diceva la padrona, era un cane da salotto, e stava dappertutto. Stava perfino a tavola e dava baci alla padrona e ai padroncini. Tutti lo coccolavano e gli davano cosine buone da mangiare. Il cane grande era un cane da guardia. Stava in giardino e difendeva la casa dai ladri. Era geloso per come era trattato il piccolo. Si chiedeva perché a lui davano gli ossi e al piccolo cibi prelibati. Alla fine pensò che fosse per i baci, i bacetti che il piccolo dava sempre alla padrona. Decise di farlo anche lui. Si avvicinò alla padrona e la leccò in viso, ma la padrona si mise a urlare e lo cacciò. 4 Leggi il testo e continua a cancellare le informazioni non indispensabili. Utilizza le informazioni rimaste per scrivere un breve riassunto. Musica per le nozze Una ricca rana stava preparando le nozze del suo figliolo. Voleva una cerimonia con i fiocchi, ma non sapeva come fare con la musica. Un’amica le disse che sarebbe stato piacevole ed elegante far cantare l’usignolo. L’usignolo accettò. Disse che avrebbe cantato tutta la notte. Erano bellissime notti di luna, che lo ispiravano. La ricca rana chiese all’usignolo quanto voleva essere pagato. L’usignolo rispose che non voleva nulla, che lui il suo canto lo dava gratis, ma esigeva che, mentre lui cantava, ci fosse silenzio e tutti stessero ad ascoltare. Allora la rana si arrabbiò, disse all’usignolo che era un presuntuoso, che lei non poteva dire ai suoi invitati di tacere e che, se a lui dava noia il loro gracidio, rinunciava alla sua musica e tanti saluti. E alla fine fu trovato un facile rimedio. La ricca rana ingaggiò un complesso rock, che più baccano gli facevano intorno, più era contento. Una ricca rana voleva della musica per le nozze del suo figliolo. Un’amica le suggerì 5 Riassumi il racconto del semaforo blu. Elimina le informazioni secondarie, scrivi il nuovo testo con le informazioni rimaste, trasforma i dialoghi in discorsi indiretti. Il semaforo blu Gianni Rodari, I cinque libri, Einaudi Una volta il semaforo che sta a Milano in piazza del Duomo fece una stranezza. Tutte le sue luci, ad un tratto, si tinsero di blu. La gente non sapeva più come regolarsi. - Attraversiamo o non attraversiamo? Stiamo o non stiamo? Da tutti i suoi occhi, in tutte le direzioni, il semaforo diffondeva l’insolito segnale blu, di un blu che così blu il cielo di Milano non era stato mai. In attesa di capirci qualcosa gli automobilisti strepitavano e strombettavano, i motociclisti facevano ruggire lo scappamento e i pedoni più grassi gridavano: - Lei non sa chi sono io! Finalmente arrivò un vigile e si mise lui in mezzo all’incrocio a districare il traffico. Un altro vigile cercò la cassetta dei comandi per riparare il guasto, e tolse la corrente. Prima di spegnersi il semaforo blu fece in tempo a pensare: “Poveretti! Io avevo dato il segnale di ‘via libera’ per il cielo. Se mi avessero capito, ora tutti saprebbero volare. Ma forse gli è mancato il coraggio”. Un giorno, un semaforo di Milano si illuminò di blu. 6 Questo testo è scritto in prima persona. Riassumilo in terza persona. Una sera che ritornavo a casa in macchina con i miei genitori, ho visto in mezzo alla strada, illuminato dai fari, un porcospino. Le luci e il rumore dell’auto che si avvicinava lo fecero arrotolare. Ho raccolto il porcospino avvolgendolo in uno straccio e l’ho portato a casa. L’ho chiamato Lilli, un nome che può andare bene sia per un maschio che per una femmina, anche perché io mi chiamo Lorenzo e in casa mi chiamano Lollo. Lilli passò la notte in una conigliera vuota e la mattina dopo era pronto a fare colazione con una scatoletta di cibo per cani, che ai porcospini piace moltissimo. L’ho mantenuto per parecchi giorni; speravo che, se si fosse abituato, avrebbe continuato a rimanere con noi, quando lo avrei lasciato libero in giardino. I porcospini sono molto utili in giardino perché mangiano le lumache e le chiocciole. Un giorno ho dato a Lilli l’ultimo buon pasto e poi l’ho messo sul prato e sono stato a osservarlo andarsene in tutta fretta. Il nostro giardino è recintato con un muro, ma quello che non sapevo è che i porcospini sono capaci di scalare i muri. Non l’ho mai più visto.
Il riassunto individuare le informazioni principali 1  Leggi la storia. Il lupo senza fiuto Noemi Vicini, 365 storie, Fabbri Tanto tempo fa, quando gli animali non erano proprio come ora, si incontrarono il lupo e il cane. Il lupo disse una cosa a cui pensava da tempo: – Voglio farti una proposta, cugino. Hai mai sentito citare quel detto “Io do una cosa a te e tu dai una cosa a me”? Ebbene: se tu mi cedi il tuo fiuto, ti darò in cambio la mia velocità. – Va bene, ci sto – disse il cane. Il lupo gli dette la sua velocità e allungò il naso per ricevere il fiuto. Ma il cane, appena ottenuta la velocità, ne fece uso: scappò come il vento, senza dare nulla in cambio. Il lupo rimase con un palmo di naso, ma senza fiuto. E così è rimasto da quel tempo lontano. Strategie! Quando scrivi un riassunto:  elimina le informazioni non indispensabili;  riscrivi le informazioni principali con meno parole;  dai al tuo testo una nuova forma linguistica: se il testo è in prima persona, devi usare la terza persona; se ci sono discorsi diretti, devi trasformarli in discorsi indiretti. 2  Ora leggi il riassunto della storia, confronta i due testi e poi rispondi. Il lupo senza fiuto Tanto tempo fa il lupo disse al cane che gli avrebbe dato la sua velocità se lui gli avesse dato il suo fiuto. Il cane accettò, ma appena ebbe la velocità scappò via senza dare nulla al lupo. Il lupo rimase senza fiuto e così è anche oggi. a. Che cosa manca nel riassunto?    Alcuni personaggi.    Le parole dei personaggi.    Alcune azioni.    Alcune informazioni non indispensabili. b. La storia si capisce ancora bene?    Sì.    No. 3  In questa storia sono state cancellate le informazioni non indispensabili. Utilizza le informazioni rimaste per scrivere un breve riassunto. Il cane grande e il cane piccolo In una bella casa di campagna c’erano un cane grande e un cane piccolo. Il piccolo, diceva la padrona, era un cane da salotto, e stava dappertutto. Stava perfino a tavola e dava baci alla padrona e ai padroncini. Tutti lo coccolavano e gli davano cosine buone da mangiare. Il cane grande era un cane da guardia. Stava in giardino e difendeva la casa dai ladri. Era geloso per come era trattato il piccolo. Si chiedeva perché a lui davano gli ossi e al piccolo cibi prelibati. Alla fine pensò che fosse per i baci, i bacetti che il piccolo dava sempre alla padrona. Decise di farlo anche lui. Si avvicinò alla padrona e la leccò in viso, ma la padrona si mise a urlare e lo cacciò.         4  Leggi il testo e continua a cancellare le informazioni non indispensabili. Utilizza le informazioni rimaste per scrivere un breve riassunto. Musica per le nozze Una ricca rana stava preparando le nozze del suo figliolo. Voleva una cerimonia con i fiocchi, ma non sapeva come fare con la musica. Un’amica le disse che sarebbe stato piacevole ed elegante far cantare l’usignolo. L’usignolo accettò. Disse che avrebbe cantato tutta la notte. Erano bellissime notti di luna, che lo ispiravano. La ricca rana chiese all’usignolo quanto voleva essere pagato. L’usignolo rispose che non voleva nulla, che lui il suo canto lo dava gratis, ma esigeva che, mentre lui cantava, ci fosse silenzio e tutti stessero ad ascoltare. Allora la rana si arrabbiò, disse all’usignolo che era un presuntuoso, che lei non poteva dire ai suoi invitati di tacere e che, se a lui dava noia il loro gracidio, rinunciava alla sua musica e tanti saluti. E alla fine fu trovato un facile rimedio. La ricca rana ingaggiò un complesso rock, che più baccano gli facevano intorno, più era contento. Una ricca rana voleva della musica per le nozze del suo figliolo. Un’amica le suggerì        5  Riassumi il racconto del semaforo blu. Elimina le informazioni secondarie, scrivi il nuovo testo con le informazioni rimaste, trasforma i dialoghi in discorsi indiretti. Il semaforo blu Gianni Rodari, I cinque libri, Einaudi Una volta il semaforo che sta a Milano in piazza del Duomo fece una stranezza. Tutte le sue luci, ad un tratto, si tinsero di blu. La gente non sapeva più come regolarsi. - Attraversiamo o non attraversiamo? Stiamo o non stiamo? Da tutti i suoi occhi, in tutte le direzioni, il semaforo diffondeva l’insolito segnale blu, di un blu che così blu il cielo di Milano non era stato mai. In attesa di capirci qualcosa gli automobilisti strepitavano e strombettavano, i motociclisti facevano ruggire lo scappamento e i pedoni più grassi gridavano: - Lei non sa chi sono io! Finalmente arrivò un vigile e si mise lui in mezzo all’incrocio a districare il traffico. Un altro vigile cercò la cassetta dei comandi per riparare il guasto, e tolse la corrente. Prima di spegnersi il semaforo blu fece in tempo a pensare: “Poveretti! Io avevo dato il segnale di ‘via libera’ per il cielo. Se mi avessero capito, ora tutti saprebbero volare. Ma forse gli è mancato il coraggio”. Un giorno, un semaforo di Milano si illuminò di blu.            6  Questo testo è scritto in prima persona. Riassumilo in terza persona. Una sera che ritornavo a casa in macchina con i miei genitori, ho visto in mezzo alla strada, illuminato dai fari, un porcospino. Le luci e il rumore dell’auto che si avvicinava lo fecero arrotolare. Ho raccolto il porcospino avvolgendolo in uno straccio e l’ho portato a casa. L’ho chiamato Lilli, un nome che può andare bene sia per un maschio che per una femmina, anche perché io mi chiamo Lorenzo e in casa mi chiamano Lollo. Lilli passò la notte in una conigliera vuota e la mattina dopo era pronto a fare colazione con una scatoletta di cibo per cani, che ai porcospini piace moltissimo. L’ho mantenuto per parecchi giorni; speravo che, se si fosse abituato, avrebbe continuato a rimanere con noi, quando lo avrei lasciato libero in giardino. I porcospini sono molto utili in giardino perché mangiano le lumache e le chiocciole. Un giorno ho dato a Lilli l’ultimo buon pasto e poi l’ho messo sul prato e sono stato a osservarlo andarsene in tutta fretta. Il nostro giardino è recintato con un muro, ma quello che non sapevo è che i porcospini sono capaci di scalare i muri. Non l’ho mai più visto.