Sul filo delle tradizioni - L’estate di san Martino

AUTUNNO Sul filo delle tradizioni L’estate di san Martino Estate di san Martino è il nome con il quale viene indicato un periodo autunnale in cui, dopo l’arrivo del primo freddo, ci sono alcuni giorni di bel tempo e con una temperatura più mite. Questo modo di dire è collegato a un’antica leggenda. Molti secoli fa, mentre usciva a cavallo dalla città francese di Amiens, un soldato romano chiamato Martino vide un povero che tremava per il freddo. Martino, che non era cristiano ma era molto generoso, ebbe pietà dell’uomo: con la spada, tagliò il suo mantello di lana e ne diede la metà al povero. Immediatamente il sole si mise a scaldare come fosse estate. Martino dopo questo episodio si convertì al cristianesimo; la Chiesa lo festeggia l’11 novembre. Questa festa è ancora molto sentita in molti Paesi di religione cristiana. In Germania, per esempio, i bambini in maschera fanno una processione con le lanterne e cantano filastrocche e canzoni dedicate a san Martino. In Francia e in molti Paesi della Scandinavia è tradizione, per san Martino, mangiare l’oca. Questa usanza è legata a un’altra leggenda. Si racconta che il papa volesse nominare vescovo Martino. Martino, che voleva solo pregare e vivere semplicemente, andò a nascondersi in un convento dove c’erano però delle oche, che, non conoscendo Martino, iniziarono a fare un concerto di “qua, qua, qua”, tanto che Martino alla fine fu scoperto. In Italia nel giorno di san Martino si usa aprire le botti per assaggiare il vino nuovo, accompagnato da castagne arrosto. Questa tradizione è ricordata in una poesia di Giosuè Carducci intitolata proprio San Martino. Leggende e proverbi d’autunno • Conosci un’altra leggenda legata alla stagione autunnale? Oppure un’altra festa che si celebra in autunno? Racconta. Il giorno dei morti M.L. Pittoni, M.G. Boldorini, Festa!, Piccoli I defunti vengono ricordati il 2 novembre. In Messico, la festa dei morti è molto allegra. I bambini ricevono in regalo scheletrini che sembrano d’oro e ci sono fiere vivacissime con bancarelle piene di squisiti, piccoli teschi di zucchero coperti di confetti e lustrini. Si preparano piccoli altari sui quali vengono messi regali e cibarie per i defunti. Da noi, in Italia, il giorno della commemorazione dei defunti è un po’ triste. In questo giorno ci si reca al cimitero a portare dei fiori a chi non c’è più. In Italia, i fiori dei morti sono i crisantemi. Questi stessi fiori, per i Cinesi e per i Giapponesi sono, guarda un po’, segno di festa e d’allegria, addirittura simbolo di vita e forza! Così, benché anche i Giapponesi ricordino i loro morti in questi stessi giorni, non lo fanno con i crisantemi. In Giappone, si usa accendere dei lumini e tenerli accesi per tre giorni di seguito. In altri Paesi, per esempio in Perù, si portano sulle tombe offerte di cibo. Antiche tradizioni italiane La Chiesa cattolica ha fissato molti secoli fa il 2 novembre come data della commemorazione dei defunti. In molte regioni italiane si sono conservate anche tradizioni più antiche, non legate alla religione, che celebrano questo giorno come un evento festoso. • Esistono molte ricette regionali tipiche di questo giorno, che spesso hanno nomi un po’ lugubri (ossa dei morti, fave dei morti, pane dei morti…). Ne conosci qualcuna?

AUTUNNO

Sul filo delle tradizioni

L’estate di san Martino

Estate di san Martino è il nome con il quale viene indicato un periodo autunnale in cui, dopo l’arrivo del primo freddo, ci sono alcuni giorni di bel tempo e con una temperatura più mite. Questo modo di dire è collegato a un’antica leggenda.

Molti secoli fa, mentre usciva a cavallo dalla città francese di Amiens, un soldato romano chiamato Martino vide un povero che tremava per il freddo. Martino, che non era cristiano ma era molto generoso, ebbe pietà dell’uomo: con la spada, tagliò il suo mantello di lana e ne diede la metà al povero. Immediatamente il sole si mise a scaldare come fosse estate.

Martino dopo questo episodio si convertì al cristianesimo; la Chiesa lo festeggia l’11 novembre. Questa festa è ancora molto sentita in molti Paesi di religione cristiana.

In Germania, per esempio, i bambini in maschera fanno una processione con le lanterne e cantano filastrocche e canzoni dedicate a san Martino.

In Francia e in molti Paesi della Scandinavia è tradizione, per san Martino, mangiare l’oca. Questa usanza è legata a un’altra leggenda.

Si racconta che il papa volesse nominare vescovo Martino. Martino, che voleva solo pregare e vivere semplicemente, andò a nascondersi in un convento dove c’erano però delle oche, che, non conoscendo Martino, iniziarono a fare un concerto di “qua, qua, qua”, tanto che Martino alla fine fu scoperto.

In Italia nel giorno di san Martino si usa aprire le botti per assaggiare il vino nuovo, accompagnato da castagne arrosto. Questa tradizione è ricordata in una poesia di Giosuè Carducci intitolata proprio San Martino.

Leggende e proverbi d’autunno
  • Conosci un’altra leggenda legata alla stagione autunnale? Oppure un’altra festa che si celebra in autunno? Racconta.

Il giorno dei morti

M.L. Pittoni, M.G. Boldorini, Festa!, Piccoli

I defunti vengono ricordati il 2 novembre.

In Messico, la festa dei morti è molto allegra. I bambini ricevono in regalo scheletrini che sembrano d’oro e ci sono fiere vivacissime con bancarelle piene di squisiti, piccoli teschi di zucchero coperti di confetti e lustrini. Si preparano piccoli altari sui quali vengono messi regali e cibarie per i defunti.

Da noi, in Italia, il giorno della commemorazione dei defunti è un po’ triste. In questo giorno ci si reca al cimitero a portare dei fiori a chi non c’è più.

In Italia, i fiori dei morti sono i crisantemi. Questi stessi fiori, per i Cinesi e per i Giapponesi sono, guarda un po’, segno di festa e d’allegria, addirittura simbolo di vita e forza! Così, benché anche i Giapponesi ricordino i loro morti in questi stessi giorni, non lo fanno con i crisantemi. In Giappone, si usa accendere dei lumini e tenerli accesi per tre giorni di seguito.

In altri Paesi, per esempio in Perù, si portano sulle tombe offerte di cibo.

Antiche tradizioni italiane

La Chiesa cattolica ha fissato molti secoli fa il 2 novembre come data della commemorazione dei defunti. In molte regioni italiane si sono conservate anche tradizioni più antiche, non legate alla religione, che celebrano questo giorno come un evento festoso.

  • • Esistono molte ricette regionali tipiche di questo giorno, che spesso hanno nomi un po’ lugubri (ossa dei morti, fave dei morti, pane dei morti…). Ne conosci qualcuna?