Scrivo - Un riassunto

Scrivo Il riassunto un riassunto Leggi questo racconto di fantascienza. Cancella le informazioni e i dialoghi che non sono necessari per mantenere il significato del testo. Segui l esempio. Un cane vero lsaac Asimov, Tutti i miei robot, Mondadori Jimmy era un ragazzino esile, ma abbastanza alto per i suoi dieci anni. Sembrava più grosso e tarchiato con la tuta spaziale addosso, ma nella gravità lunare si destreggiava meglio di qualsiasi persona nata sulla Terra. Vieni Robotolo! gridò. Robotolo, cui la voce del bambino giungeva attraverso la radio, guaì e si buttò a rincorrerlo. Per quanto esperto, Jimmy non riusciva a battere Robotolo, che non aveva bisogno della tuta e aveva zampe e tendini d acciaio. Robotolo con un salto sorvolò Jimmy, fece una capriola e atterrò quasi capovolto. A un certo punto il ragazzo sentì la voce di suo padre sulla sua lunghezza d onda personale. Jimmy, torna a casa. Ho una cosa da dirti. Jimmy si tolse la tuta spaziale e si lavò. Bisognava sempre lavarsi, quando si veniva dal di fuori. Perfino Robotolo doveva farlo, ma gli piaceva. Abbiamo qualcosa per te, Jimmy disse il signor Anderson, sorridente. Adesso si trova alla base di atterraggio, ma l avremo qui domani. Qualcosa che viene dalla Terra, papà? Sì, figliolo, un cane. Un cane vero. Un cucciolo di Terrier scozzese. Il primo cane che sia mai arrivato sulla Luna. Non avrai più bisogno di Robotolo. Sai, non possiamo tenerli entrambi, e Robotolo andrà a qualche altro bambino. Fece una pausa, aspettando che Jimmy dicesse qualcosa, poi continuò: Sai cos è un cane, Jimmy. l originale, la creatura vera. Robotolo è un imitazione meccanica, un botolo-robot. da lì che viene il nome. Jimmy guardò Robotolo, che aveva cominciato a guaire piano, come se fosse spaventato. Tese le braccia e Robotolo gli corse incontro. Che differenza c è tra avere Robotolo e avere il cane? Il signor Anderson aggrottò la fronte. Jimmy, capirai la differenza quando avrai visto con i tuoi occhi cosa sia l affetto che ti può dare un essere vivente. Jimmy strinse forte al petto Robotolo e disse: Ma non pensi a quello che sento io? Voglio bene a Robotolo, ed è solo questo che conta. E il piccolo botolo-robot, che non era mai stato abbracciato così forte in tutta la sua esistenza, emise una serie di rapidi acuti guaiti. Guaiti di felicità. 66

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